La Juventus affronta un bivio delicato tra mercato e campo, con la sfida europea contro il Benfica che incombe e una strategia societaria improntata alla prudenza. A fotografare il momento bianconero è Xavier Jacobelli, intervenuto a Radio Bianconera, che ha tracciato un quadro netto sulle possibilità di gennaio e sulle priorità tecniche del club.
Mercato Juve, poche illusioni e logica delle occasioni
Jacobelli ha chiarito subito il perimetro operativo della Juventus: «Quando si parla del mercato della Juve bisogna essere chiari: non è un mercato in cui il club può spendere e spandere». Il concetto è semplice e diretto: «A gennaio vale la regola delle occasioni: se c’è un’opportunità bene, altrimenti si va avanti così. Anche perché, a livello numerico, non c’è una vera emergenza nel parco attaccanti». Con il calendario che scorre, l’idea di un’operazione strutturale senza condizioni favorevoli appare sempre meno probabile.
Un correttivo possibile sugli esterni
Qualcosa, però, potrebbe muoversi. Jacobelli individua un possibile intervento mirato: «Mi aspetto un intervento in chiave vice Yildiz, con Maldini in uscita dall’Atalanta e Chiesa sempre più chiuso al Liverpool con il ritorno di Salah». Un’aggiunta funzionale più che rivoluzionaria, pensata per ampliare le rotazioni senza stravolgere l’equilibrio economico.
Il vero vuoto: il regista
Il nodo principale, secondo il giornalista, resta irrisolto da tempo: «La priorità della Juventus dovrebbe essere un regista di centrocampo, un ruolo che manca da anni». Una lacuna strutturale che pesa nell’impostazione del gioco e che difficilmente potrà essere colmata con un semplice rattoppo di gennaio.
Benfica crocevia europeo
Dal mercato al campo, il focus si sposta sulla notte di Champions contro il Benfica. Jacobelli richiama l’attenzione sull’equilibrio del momento: «C’è stata la caduta di Cagliari, ma prima anche risultati molto positivi. Sarà una partita equilibrata: Mourinho è un allenatore esperto. Per la Juve è una gara fondamentale per il futuro europeo e mi aspetto il massimo approccio». Un esame che può indirizzare la stagione continentale.
Spalletti e la continuità come valore
In chiusura, Jacobelli ha commentato anche le parole di Luciano Spalletti sul contratto: «Mi sono piaciute. Vuole essere giudicato alla fine del lavoro ed è giusto così». Un messaggio che trova piena adesione: «Io, al posto della Juve, punterei ancora su di lui: a questa squadra serve continuità». Mercato misurato, priorità tecniche chiare e una notte europea da non fallire: la Juventus è chiamata a scegliere la strada, senza illusioni ma con responsabilità.

