La Juventus esce dalla corsa scudetto dopo la sconfitta sul campo del Cagliari: il ko in Sardegna, arrivato a ridosso del pareggio interno con il Lecce, certifica l’addio alle ambizioni di titolo dei bianconeri guidati da Luciano Spalletti, ormai distanti dalle prime posizioni quando il campionato entra nella sua fase decisiva.
Una frenata che pesa: la classifica chiude i conti
Il verdetto arriva dai numeri prima ancora che dalle sensazioni. Con l’Inter scappata a +10, il Napoli avanti di quattro lunghezze e un Milan comunque irraggiungibile nel breve periodo, diventa complicato immaginare un rientro credibile della Juventus. Il doppio passaggio a vuoto tra Lecce e Cagliari ha spezzato definitivamente l’illusione coltivata sotto la Mole.
Non è solo una questione di distanza aritmetica, ma di continuità mancata. In un mese che avrebbe dovuto rilanciare i bianconeri, sono arrivati punti persi che pesano come macigni.
Spalletti e i progressi incompleti
Con Luciano Spalletti in panchina, la Juventus ha mostrato segnali evidenti di crescita sul piano del gioco. La squadra è più organizzata, prova a comandare le partite e a tenere il campo con maggiore personalità. Tuttavia, questi passi avanti non sono stati sufficienti per colmare il divario con le migliori.
Per restare agganciata al vertice, la Juventus avrebbe dovuto attraversare gennaio senza errori, sfruttando un calendario teoricamente favorevole. Così non è stato, e il margine di recupero si è dissolto partita dopo partita.
L’illusione offensiva e i limiti emersi
Il tema dell’attacco resta centrale. Contro difese chiuse e compatte, David ha evidenziato limiti non tanto tecnici quanto di rapidità e struttura, aspetti determinanti per un centravanti chiamato a fare la differenza ad alti livelli. L’idea che potesse rappresentare una soluzione definitiva si è progressivamente sgonfiata, lasciando scoperto un reparto che fatica nei momenti chiave.
Il mercato potrebbe offrire alternative come Mateta, En-Nesyri o Zirkzee, ma sono discorsi rimandati. Nel frattempo, anche questa seconda illusione si è dissolta, lasciando spazio a una riflessione più ampia sulla costruzione della rosa.
Europa e Napoli: ripartire dal presente
Archiviato il capitolo scudetto, l’attenzione si sposta sugli impegni immediati. Mercoledì allo Stadium arriva il Benfica guidato da José Mourinho, una sfida europea che non concede distrazioni. Domenica, poi, la Juventus ospiterà il Napoli in un altro snodo cruciale della stagione.
Il messaggio che filtra dall’ambiente è netto: meglio prendere atto della realtà. Lo scudetto non è più un obiettivo concreto. Ora serve trasformare la delusione in pragmatismo, abbassare il baricentro delle aspettative e provare a salvare la stagione puntando su Europa e piazzamenti.

