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Juventus, mercato e riflessioni: Yıldız resta centrale, Chiesa costa troppo, Maldini avanza

Dopo le parole di Spalletti, la Juve valuta il vice Yıldız: Chiesa è una suggestione onerosa, Maldini l’opzione sostenibile.

4 min di lettura

La Juventus entra in una fase di riflessione profonda sul mercato, mentre il campo continua a dettare priorità e gerarchie. Le parole di Luciano Spalletti in conferenza stampa hanno chiarito un concetto chiave: Kenan Yıldız è centrale nel progetto, ma proprio per questo va protetto. Da qui nasce il tema del possibile vice Yıldız, una scelta che dovrà tenere insieme qualità, sostenibilità e gestione dello spogliatoio.

Kenan Yildiz
Kenan Yildiz

Yıldız al centro, ma da tutelare

Il punto di partenza non è negoziabile. Kenan Yıldız è considerato un talento su cui costruire presente e futuro. Spalletti lo ha ribadito senza giri di parole: fiducia totale, ruolo definito, niente pressioni inutili. In una stagione lunga e dispendiosa, però, la Juventus sa di dover evitare sovraccarichi e garantire rotazioni intelligenti, soprattutto nei momenti chiave.

Il mercato di gennaio, in quest’ottica, non serve a stravolgere ma a completare: aggiungere caratteristiche funzionali senza mettere in discussione le certezze.

Chiesa esulta battendo la mano sullo stemma del Liverpool dopo un gol in Premier League
Chiesa esulta battendo la mano sullo stemma del Liverpool dopo un gol in Premier League

Chiesa, suggestione affascinante ma onerosa

Il nome che inevitabilmente accende il dibattito è quello di Federico Chiesa. Profilo di alto livello, esperienza internazionale, appeal mediatico. Ma la pista è tutt’altro che semplice. Il Liverpool valuta il cartellino su cifre importanti, almeno 20 milioni di euro, una soglia che oggi la Juventus non considera prioritaria per un’operazione di contorno.

C’è poi un nodo tecnico non secondario: Chiesa e Yıldız occupano zone di campo simili. Inserirli insieme significherebbe creare un ballottaggio continuo, con il rischio di alterare quell’equilibrio emotivo e tecnico che Spalletti vuole preservare attorno al talento turco. Una suggestione che resta sullo sfondo, ma in salita.

Daniel Maldini
Daniel Maldini of Atalanta BC plays the ball during the Atalanta BC vs SS Lazio, 7th Serie A Enilive 2025-26 game at New Balance Arena in Bergamo, Italy, on October 19, 2025. (Photo by Davide Casentini/NurPhoto via Getty Images)

Maldini, la soluzione silenziosa

Ed è qui che prende quota un’alternativa più coerente con la linea tracciata: Daniel Maldini. Un nome meno rumoroso, ma più sostenibile sotto diversi aspetti. Maldini viene valutato come riserva naturale di Yıldız, capace di garantire soluzioni tattiche senza stravolgere gerarchie né dinamiche interne.

Il costo contenuto, la maggiore disponibilità ad accettare un ruolo non centrale e la duttilità rendono l’operazione funzionale a un mercato di aggiustamento, non di rottura. Una mossa che non fa clamore, ma che potrebbe rivelarsi preziosa nel lungo periodo.

Spalletti durante la conferenza stampa di Juventus-Lecce
Spalletti durante la conferenza stampa di Juventus-Lecce

Le parole di Spalletti come bussola

Il tecnico ha tracciato la linea con chiarezza: il mercato è un processo continuo, basato sulla conoscenza dei giocatori e sulle reali necessità della squadra. L’obiettivo non è cambiare volto alla Juventus, ma aggiungere ciò che manca. E soprattutto, non mettere in discussione Yıldız.

La gestione del talento turco passerà anche da rotazioni mirate, come già visto con l’impiego di Francisco Conceição e dalla capacità di dosarne le energie senza snaturarne il ruolo.

Scenari aperti, decisioni imminenti

Il quadro resta fluido. Chiesa non è escluso a priori, ma al momento rappresenta una strada complessa e costosa. Maldini, invece, incarna una soluzione concreta, allineata alla strategia bianconera. Le gerarchie possono cambiare rapidamente, ma la bussola è fissata: proteggere Yıldız e rafforzare la squadra senza perdere equilibrio.

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