C’è una telefonata, breve e risolutiva, dietro la scelta di Donyell Malen di legarsi alla Roma. Una chiamata serale, diretta, senza giri di parole. Dall’altra parte del telefono Gian Piero Gasperini, che in pochi minuti chiarisce ruolo, aspettative e centralità tecnica. È lì che l’operazione prende definitivamente forma, trasformandosi da ipotesi di mercato a scelta convinta. Il sì di Malen non arriva per inerzia né per mancanza di alternative. Arriva perché il progetto giallorosso gli offre ciò che stava cercando da tempo: continuità, responsabilità e una collocazione offensiva chiara.
I consigli “olandesi” prima della decisione finale
Prima di sciogliere le riserve, però, Malen fa ciò che fanno i giocatori intelligenti: chiede. E chiede a chi conosce bene il metodo Gasperini, non per sentito dire ma per esperienza diretta. Il confronto avviene con Marten de Roon e Teun Koopmeiners, compagni in nazionale e interpreti di primo piano nei sistemi costruiti dall’allenatore.
Entrambi gli confermano un punto chiave: le sue caratteristiche sono compatibili con una squadra che vive di intensità, inserimenti e verticalità, ma soprattutto con un contesto che chiede agli attaccanti partecipazione e presenza reale negli ultimi sedici metri. Non un dettaglio, per chi negli ultimi mesi ha vissuto una gestione frammentata.
Il nodo del ruolo e la scelta di campo
Il colloquio diretto con Gasperini completa il quadro. L’allenatore spiega a Malen come intende utilizzarlo e lo fa senza ambiguità: al centro dell’attacco, come riferimento offensivo stabile. È l’aspetto che pesa più di tutti nella decisione.
All’Aston Villa, sotto la guida di Unai Emery, Malen è stato spesso impiegato da esterno, soluzione accettata ma mai realmente sposata. Un ruolo che in nazionale olandese può funzionare, anche per la presenza di Memphis Depay come perno offensivo, ma che a livello di club l’attaccante non vuole più interpretare con continuità.
Alla Roma, invece, il messaggio è chiaro fin dall’inizio: vivere l’area, attaccare la profondità, essere decisivo negli ultimi venti metri. È questo che convince Malen a chiudere rapidamente, senza trascinare la trattativa in settimane di riflessioni.
Una scelta di carriera, prima che di mercato
Il passaggio in giallorosso non nasce da un’esigenza momentanea, ma da una valutazione lucida sul percorso professionale. Malen sceglie la Roma perché vede un progetto tecnico che lo rimette al centro, non ai margini tattici. Sceglie Gasperini perché sa che chiede molto, ma restituisce altrettanto a chi accetta le sue regole.
Non è solo un acquisto. È una dichiarazione d’intenti reciproca. La Roma prende un attaccante che vuole sentirsi protagonista. Malen sceglie una squadra che glielo promette senza slogan, ma con un ruolo preciso.

