La Juventus ha fatto una scelta che va oltre il mercato e parla direttamente al campo. Fabio Miretti resta in bianconero, non per mancanza di offerte o per inerzia, ma perché nelle ultime settimane è cambiato il suo peso specifico dentro il progetto tecnico. Una decisione maturata in silenzio, lontano dai riflettori, ma ormai netta: il centrocampista non è più una pedina in bilico, bensì una risorsa su cui costruire.
Miretti, da prospetto a certezza interna
La svolta non nasce da una dichiarazione ufficiale, ma da segnali concreti. Minuti, responsabilità, fiducia. E soprattutto prestazioni che hanno convinto lo staff tecnico a fermarsi e riflettere. In una Juventus che cerca identità e continuità, Miretti ha risposto con personalità, adattandosi anche a contesti tattici non naturali senza perdere lucidità.
Il gol arrivato contro il Sassuolo è stato solo l’episodio più visibile. Più importante, però, è stata la lettura complessiva delle sue ultime uscite: presenza costante, ordine nelle scelte, capacità di stare dentro la partita. Elementi che hanno cambiato la percezione interna del suo ruolo.
La mano di Spalletti e la nuova collocazione tattica
Nel percorso di crescita del centrocampista c’è una firma chiara: quella di Luciano Spalletti. Il tecnico ha scelto di utilizzarlo come jolly funzionale, capace di muoversi sia nel cuore del centrocampo sia più avanti, alle spalle delle punte. Una soluzione che inizialmente sembrava temporanea, ma che col tempo ha assunto i contorni di una scelta strutturale.
Una duttilità che cambia le gerarchie
In una rosa giovane, la capacità di interpretare più ruoli senza snaturarsi diventa un valore enorme. Miretti lo ha dimostrato, guadagnando spazio anche nelle rotazioni offensive. Una crescita che incide indirettamente anche sulle strategie di mercato, soprattutto in relazione alla gestione di Kenan Yildiz e alle valutazioni in corso su altri profili emergenti.
Il mercato resta fuori dalla porta
Solo pochi mesi fa, il nome di Miretti era finito sul tavolo delle trattative. L’interesse del Napoli era stato concreto, insistente, e aveva aperto scenari diversi. Ma già allora il giocatore aveva scelto la continuità, preferendo restare alla Juventus e misurarsi con la pressione di un ambiente che non regala scorciatoie.
Oggi quello scenario è definitivamente archiviato. Le valutazioni su eventuali alternative offensive passano semmai dalla posizione di Vasilije Adžić, seguito con attenzione dal Parma, ma non toccano più Miretti, ormai considerato parte integrante della struttura tecnica.
La crescita passa anche dal passato
Nel percorso del centrocampista pesa anche l’esperienza maturata lontano da Torino. L’anno trascorso al Genoa ha lasciato tracce evidenti: più sicurezza, maggiore consapevolezza dei tempi di gioco, una gestione migliore delle fasi sporche della partita. Non un salto improvviso, ma una crescita stratificata, che oggi inizia a dare frutti. La Juventus lo sa. E per questo ha deciso di non ascoltare più il rumore di fondo del mercato, scegliendo una strada chiara: Miretti resta, gioca e si prende spazio. Il resto, come sempre, lo dirà il campo.

