Napoli-Juventus non è mai una partita qualunque. È la sfida che incendia un’intera settimana, la rivalità che travalica il campo, il rumore che aumenta a ogni ora di avvicinamento. Per questo, stavolta, Luciano Spalletti ha deciso di riscrivere il copione. La Juventus non dormirà a Napoli alla vigilia della gara del 7 dicembre: la squadra resterà a Torino e volerà al Maradona soltanto in giornata. Una scelta netta, inconsueta, e per certi versi rivelatrice della temperatura emotiva che circonda questo incrocio.
Una notte più tranquilla alla Continassa
La Juventus trascorrerà la notte prima della sfida al J Hotel, nella quiete della Continassa, seguendo una routine controllata e lontana da interferenze esterne. Niente trasferimento anticipato, niente sistemazione in un albergo napoletano, nessun rischio di “accoglienze creative” sotto le finestre.
La partenza avverrà domenica mattina dall’aeroporto di Caselle con un volo privato. Una volta atterrati, i bianconeri raggiungeranno un hotel in città per il pranzo e le ultime ore di preparazione, in un clima il più possibile isolato dalla pressione ambientale.
Il precedente che ha condizionato la scelta
La decisione non è casuale. Negli ultimi anni, il pre-partita delle sfide di Napoli ha visto esplodere una serie di iniziative del tifo azzurro nei confronti degli avversari: cori sotto gli hotel, fuochi d’artificio, rumori continui nelle ore notturne. Episodi che avevano lo scopo evidente di disturbare il riposo dei giocatori bianconeri.
Spalletti conosce perfettamente l’atmosfera della città. L’ha respirata, l’ha valorizzata, l’ha trasformata in un motore emotivo nel suo anno da scudetto. Ma sa anche quanto quell’energia, rivolta contro, possa diventare invadente per una squadra che deve restare concentrata. Perciò, meglio evitare. Meglio arrivare all’ultimo, tenere la Juventus dentro una bolla silenziosa, evitare qualsiasi ingerenza che possa alterare la preparazione mentale.
La vigilia bianconera tra serenità e strategia
La scelta racconta molto dell’approccio di Spalletti: protezione, lucidità, controllo. Non si tratta solo di evitare i botti sotto l’albergo. Si tratta di gestire la tensione, di blindare la squadra in un momento in cui ogni dettaglio pesa. Napoli-Juve è un match che vale identità oltre che classifica. E questa Juventus, ancora alla ricerca della sua versione più stabile, ha bisogno di arrivarci con la testa sgombra e il sonno intatto.
