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Fiorentina-Juventus tra campo e mercato: la storia di una rivalità decennale

Una delle rivalità più accese del calcio italiano sta per vivere un nuovo capitolo. Fiorentina e Juventus sabato si sfideranno senza esclusione di colpi. Scopri nell'articolo tutta la storia della rivalità, con le partite più emozionanti e gli intrecci di mercato tra i due club

11 min di lettura

Fiorentina-Juventus è più di una partita. Da anni questo scontro si è alimentato sempre di più, fino a diventare uno degli incontri più attesi da entrambe le tifoserie. Una rivalità che con il passare del tempo è aumentata sempre di più, in campo e non solo. Non si può chiamare derby, visti i circa 400km di distanza tra la fredda Torino e una Firenze che risplende sempre di più, ma è comunque una partita che entrambe le tifoserie sentono particolarmente. Per giorni, a Torino, ma ancor di più nel capoluogo toscano, non si parla d’altro.

Lo scontro non è solo in campo, ma anche sul mercato. Emblematico il trasferimento, nel 1990, di Roberto Baggio dai viola alla Juventus, che ha fatto infuriare i supporters toscani, che hanno protestato a lungo con la società. Anche i tifosi bianconeri dopo qualche mese andarono contro il Divin Codino. Al suo ritorno al Franchi non solo Baggio si rifiutò di tirare un rigore, ma addirittura raccolse una sciarpa viola tirata da un suo ex tifoso. Questo gesto gettò ulteriore benzina sul fuoco per alimentare questa rivalità storica.

Il dominio bianconero e i successi della viola: i match che hanno segnato questa rivalità

In campo la rivalità tra bianconeri e viola ha portato in scena degli incontri memorabili. Il primo di questi è datato 7 ottobre 1928. La Fiorentina venne letteralmente surclassata dalla Juventus, che vinse quell’incontro con il risultato di 11-0.

Successivamente si ricorda una nuova pagina felice per i tifosi bianconeri. Nel 1960 la Juventus vinse la finale di Coppa Italia. In un San Siro gremito i bianconeri, in 10 contro 11 per l’espulsione di Sivori, superarono i viola con rimontando un parziale 1-2. É l’attaccante gallese Charles a sbloccare le marcature. Angel Montuori e Dino Da Costa ribaltarono la situazione. A gelare l’impianto milanese ci pensa di nuovo Charles, che portò l’incontro ai supplementari. Agli extra time è la leggenda bianconera Gianpiero Boniperti a regalare il successo alla Juventus.

Nel 1969, più precisamente l’11 maggio, la Fiorentina festeggiò in casa della Juventus il suo secondo scudetto. L’incontro finì 0-2 per i viola con i gol di Chiarugi e Maraschi. Su questo scudetto c’è un aneddoto del tecnico dei viola, Bruno Pesaola, argentino. L’allenatore disse che “se la Fiorentina non avesse vinto lo scudetto si sarebbe fatto frate trappista”.

Uno dei punti più alti della rivalità lo si toccò nella stagione 1981-82. Juventus e Fiorentina si contesero lo scudetto fino alla fine. La vecchia signora vinse il titolo, non senza polemiche arbitrali. In Cagliari-Fiorentina venne annullato un gol a Graziani. Nel mentre, a Catanzaro, la Juventus vinse grazie a un rigore dubbio trasformato da Brady. Con quel gol i bianconeri arrivarono a 46 punti, uno in più dei toscani, vincendo il titolo.

Lo spartiacque si ha nel 1990. Nelle radio risuonava Notti Magiche, l’Italia si preparava ad ospitare il Mondiale. Vasco Rossi approdava a San Siro con il suo Fronte del Palco. Dal lato calcistico sono sempre Juventus e Fiorentina a contendersi la scena. Questa volta però si passa a un livello successivo, quello europeo. Le due compagini sono una di fronte all’altra per alzare la Coppa Uefa. All’andata, disputata a Torino, finì 3-1 per i bianconeri. Anche qui le polemiche dei viola furono tantissime, a causa di un gol non regolare a loro avviso. Al ritorno, giocato ad Avellino per indisponibilità del Franchi, finì 0-0. La Juventus festeggiò, i viola si leccarono le ferite.

Il 6 aprile 1991, Roberto Baggio tornò a Firenze, questa volta da avversario. Fischiato per tutta la partita, si rifiutò di tirare il rigore. Successivamente, al momento della sostituzione, raccolse una sciarpa viola. Questo gesto fu accolto con disprezzo dai tifosi bianconeri, che si scagliarono contro il Divin Codino. Per la cronaca la partita fu vinta dai viola con un gol di Fuser.

Il 4 dicembre 1994 il mondo, al Franchi di Firenze, città dell’arte che ha ospitato tutti i migliori artisti del Rinascimento, rimase estasiato dalla tela realizzata sul prato verde da Alessandro Del Piero. La Juventus era sotto 2-0, complici i gol di Baiano e Carbone. I bianconeri la rimisero in parità con la doppietta di Vialli. É al minuto 87′ che pinturicchio, servito da Orlando, colpisce d’esterno destro al volo, infilando il pallone in rete. Quel giorno Juventus manda un messaggio a tutti ma non solo. Il 4 dicembre 1994 inizia a brillare la stella di Alessandro Del Piero.

La pagina recente più dolorosa per i tifosi bianconeri è datata 20 ottobre 2013. La Juventus scende in campo al Franchi. I bianconeri di Allegri sono in vantaggio per 0-2. A segno sono andati Tevez e Pogba. Tutto faceva pendere per un largo successo bianconero. A spezzare i sogni dei tifosi bianconeri ci pensarono Giuseppe Rossi, autore di una tripletta, e Joaquin, autore del gol del momentaneo 3-2.

Vlahovic e Chiesa, ai tempi della Juventus, si abbracciano dopo un gol
Vlahovic e Chiesa, ai tempi della Juventus, si abbracciano dopo un gol

Non solo Baggio, tutti i trasferimenti da Firenze a Torino

Il campo ha sancito che la Juventus possiede il predominio, ma la rivalità si è spostata anche sul piano del calciomercato. Da sempre i bianconeri hanno privato i viola dei loro talenti più preziosi, portandoli a Torino ed esponendoli al grande pubblico, italiano ed europeo

Il primo passaggio, come citato in precedenza, è quello che ha portato, il 18 maggio 1990, Roberto Baggio alla Juventus. La Juventus lo strappò alla Fiorentina per l’allora cifra record di 25 milioni di lire. A Firenze, dove era l’idolo indiscusso della folla, i tifosi si riversarono nelle piazze, per protestare contro la dirigenza. Il suo esordio in bianconero avvenne il 1 settembre dello stesso anno, in Supercoppa Italiana contro il Napoli, dove andò subito a segno. In bianconero, dove è rimasto dal 1990 al 1995, disputò 200 partite con 115 gol. L’apice lo ebbe nel 1993, annata in cui vinse il Pallone d’Oro.

Nel reparto difensivo, il trasferimento più eclatante riguarda quello di Giorgio Chiellini. Arriva alla Juventus nell’estate del 2005, dopo un anno in prestito alla Fiorentina, a causa di una comproprietà. Esordisce, entrando al posto di Pavel Nedved, il 15 ottobre 2005, in un Juventus-Messina disputato al Delle Alpi. In bianconero ha disputato 17 stagioni, fino al 2022. Ha vinto 9 scudetti, 5 Coppe Italia e 5 Supercoppe Italiane, oltre a un campionato di Serie B. Ad oggi è al terzo posto per presenze con la maglia bianconera, dietro solo a Gianluigi Buffon e Alessandro Del Piero. Attualmente ricopre il ruolo di Director of Football Strategy della società bianconera, oltre ad essere consigliere federale.

Federico Bernardeschi doveva essere uno dei talenti che avrebbe dovuto guidare la Juventus per anni. I bianconeri lo strapparono ai viola il 24 luglio 2017 per 40 milioni di euro. Esordì il 13 agosto contro la Lazio in Supercoppa, perdendo 3-2. L’apice della sua avventura in bianconero lo si ebbe il 12 marzo del 2019. Allo Stadium, contro l’Atletico Madrid, nella partita vinta 3-0 dalla Juventus, mette in mostra la sua qualità e classe. Si procura un rigore, trasformato da Cristiano Ronaldo, e sfiora anche il gol con una rovesciata capolavoro. Alla Juventus chiuderà con 182 partite, con soli 12 gol e 24 assist, per una carriera anche spesso condizionata dagli infortuni.

Il 5 ottobre 2020 approda a Torino, in prestito con obbligo di riscatto per 40 milioni più 10 di bonus, Federico Chiesa. Figlio d’Arte – anche il papà Enrico era un calciatore – esordisce con un assist per Alvaro Morata, il 17 ottobre, contro il Crotone. La partita finì 1-1. Lui si fece anche espellere per un fallo grave su Cigarini, che gli costò anche 10000 euro di multa. Il 29 agosto del 2024 si trasferisce al Liverpool per 12 milioni più 3 di bonus. Alla Juventus giocherà 131 partite con 31 gol e 24 assist. Anche per lui, come per Bernardeschi, la carriera è stata condizionata da un lunghissimo infortunio al crociato, da cui non è più rientrato come prima.

L’ultimo acquisto in ordine temporale porta il nome di Dusan Vlahovic. Arrivò in bianconero il 28 gennaio 2022 per la cifra record di 70 milioni di euro, che segna l’acquisto più oneroso per un club di Serie A nel corso della sessione invernale di calciomercato. Esordisce con gol sia in campionato, in occasione del 2-0 contro il Verona del 6 febbraio, che in Champions League con il Villarreal, dopo soli 32 secondi. Per ora in bianconero più ombre che luci. Il serbo fu però protagonista del gol che permise alla Juventus di vincere la Coppa Italia del 15 maggio 2024 all’Olimpico di Roma, siglando la rete dell’1-0 definitivo contro l’Atalanta. Al momento è in scadenza di contratto, ma tutto può ancora succedere. Finora sono arrivati 64 gol e 15 assist in 160 partite.

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