La panchina di Luciano Spalletti è diventata un caso. Solo un mese fa sembrava difficile prevedere un esonero del tecnico di Certaldo, ma a metterlo in una posizione così scomoda ci hanno pensato i dati. Dalle dichiarazioni lodevoli fatte da Carnevali all'allenatore juventino, la squadra in campionato ha ottenuto solo 4 punti in 3 partite: l'immediata risposta alla caduta di Sassuolo con la vittoria in casa contro l'Atalanta, il pareggio a Cagliari e la roboante sconfitta di ieri allo Stadium contro la Lazio. Come riporta La Gazzetta dello Sport solamente un anno fa, con dirigenza e allenatore diversi, i bianconeri si trovavano in una situazione simile. A dirla tutta, leggermente migliore: dopo 7 giornate Tudor aveva ottenuto 12 punti e si trovava a -4 dalla vetta; il croato venne poi esonerato e a lui successe proprio Spalletti. Oggi la Juventus, con una partita in più, ha 11 punti ed è distante 8 lunghezze da Inter e Lazio capolista. Ciò che preoccupa maggiormente, però è l'atteggiamento bianconero. La Juve è sembrata nelle ultime partite, inclusa la trasferta a Vigo, senza idee in costruzione ne solidità difensiva facendo così aleggiare sulla panchina del proprio tecnico l'ombra di un esonero che sarebbe clamoroso.
La rabbia dei tifosi
Dopo la sconfitta contro la squadra di Gattuso, i tifosi non si sono tirati indietro dal manifestare il proprio dissenso al gioco sterile dei bianconeri. Dopo il triplice fischio dell'arbitro Massa, infatti, ne sono seguiti migliaia da parte di chi ancora non era uscito dall'Allianz Stadium. La cornice, rumorosa, di fine partita è stata solamente l'inizio della lunga serata in cui si è commentata la posizione di Spalletti. Chiarissimo è stato, per esempio, il pensiero di Alessio Tacchinardi. L'ex centrocampista bianconero, a Pressing, ha definito la Juventus di ieri sera "imbarazzante" e ha colpevolizzato Spalletti di non aver migliorato nulla. Parte del tifo ora sembra essere stanca delle prestazioni poco decise della Vecchia Signora e, a gran voce, chiede l'esonero di Spalletti e l'innesto di un allenatore di carattere, grinta e carisma: Antonio Conte.




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