Kolo Muani lo dice chiaro, senza filtri: tornare alla Juventus non è stato un trasferimento come un altro. Era un pensiero che lo accompagnava da mesi, anche nei giorni più complicati al Tottenham. L'attaccante francese lo racconta a Tuttosport, proprio mentre il calciomercato bianconero entra nella fase più calda, tra portiere, difesa e attacco ancora da sistemare.
«Ero distratto dalla voglia di tornare qui»
Torino, in fondo, non se l'era mai tolta di dosso. Lo ammette lui stesso, ricordando la parentesi inglese quasi come una tappa obbligata più che una scelta convinta.
"La stagione difficile al Tottenham? Ero... distratto dalla voglia di ritornare qui. Questa estate ho capito che finalmente ce l'avremmo fatta. La Juve è speciale, sono pronto a tutto per Spalletti", ha raccontato.
Poche righe, ma bastano a capire quanto il giocatore abbia spinto in prima persona per riabbracciare i colori bianconeri.
Cosa chiede Spalletti al suo attaccante
Da qui in avanti conta solo il campo. Luciano Spalletti non si accontenta dei gol: pretende movimento senza palla, pressione costante, sacrificio, partecipazione alla manovra. Richieste che a Kolo Muani, sulla carta, si addicono parecchio: velocità, attacco alla profondità, capacità di agire su tutto il fronte offensivo senza restare incollato al ruolo di centravanti puro.
La sua disponibilità totale verso il tecnico pesa più di mille dichiarazioni. E la Juventus, oggi, ha bisogno soprattutto di questo: fame, non solo talento. Spalletti sta costruendo una squadra aggressiva e continua, che non può permettersi giocatori distratti o in attesa della partita giusta. Kolo Muani sembra partito con lo spirito corretto — ora tocca a lui trasformare tutta questa voglia in gol veri. Mentre il francese si racconta, come riporta TuttoJuve.com, la Juventus lavora parallelamente su tre caselle ancora aperte: attacco, difesa e porta.
Sorloth e il nodo attacco
Alexander Sorloth resta uno dei nomi seguiti per rinforzare ulteriormente il reparto offensivo, verso la fase finale della sessione. L'operazione, però, non è semplice e potrebbe sbloccarsi solo più avanti, quando prezzi ed esigenze delle società coinvolte cambieranno. Più complicata, invece, la pista che porta a Jean-Philippe Mateta.
Lucumì, il profilo per la difesa
Sul fronte arretrato resiste la candidatura di Jhon Lucumì. Spalletti cerca un centrale mancino, bravo soprattutto nell'impostazione dal basso: il colombiano del Bologna ha proprio queste caratteristiche e continua a essere seguito. Tutto dipenderà dalle disponibilità economiche e da eventuali cessioni — la Juventus non vuole mollare l'obiettivo, ma nemmeno accettare richieste fuori misura.
Suzuki, priorità assoluta tra i pali
Il nodo più urgente, però, riguarda la porta. Zion Suzuki resta la pista più concreta per risolvere un problema emerso già durante il precampionato. I bianconeri vorrebbero consegnare a Spalletti il nuovo portiere titolare prima dell'inizio delle gare ufficiali, ma tutto dipende dal PSG e dalla formula dell'eventuale operazione.
Il tempo, però, stringe: mentre a Kolo Muani tocca dimostrare in campo che tutta quella voglia di Juve vale un gol, sul fronte portiere la trattativa con i francesi resta l'ultima, vera urgenza prima del fischio d'inizio.

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