Randal Kolo Muani, in un'intervista concessa al Corriere della Sera ha parlato del suo ritorno alla Juventus, un desiderio che voleva realizzare da molto tempo. La storia tra il francese e la vecchia signora è iniziata nella stagione 2024/2025, quando nella finestra di mercato di gennaio, Cristiano Giuntoli, lo aveva portato a Torino in prestito secco dal PSG. Da lì fu subito amore per la causa bianconera e il feeling con il gol lo dimostrarono. Con Igor Tudor in panchina, Kolo Muani mise a segno 10 reti e 3 assist in 22 partite giocate. Poi nell'estate della nuova stagione 2025/2026, Damien Comolli (ex-amministratore delegato) dopo mesi di estenuanti contrattazioni con il PSG optò allo scadere del calciomercato per l'acquisto di Lois Openda. Kolo Muani, invece, finì a Londra, sponda Tottenham. Da quel momento il pensiero della Juventus non svanì mai nella testa del giocatore e l'occasione del ritorno è arrivata in questa sessione di mercato.
Kolo Muani: "Importante tornare per finire il lavoro che avevano iniziato"
Al Corriere ha parlato del periodo felice nei suoi primi mesi alla Juventus affermando: "La prima esperienza era stata bellissima: compagni, staff, tifosi, tutto quanto. Era tutto perfetto e mi sentivo in famiglia. E poi era importante tornare per finire il lavoro che avevano iniziato". Lavoro che, spiega il francese, è quello di "Riportare in alto la Juve, la società più importante d'Italia, un club iconico".
La risposta alle parole di Spalletti
Dopo le prime due giornate, Kolo Muani non ha ancora trovato il gol nonostante le nitide occasioni avute contro il Frosinone (0.49 xG, dato Sofascore) e con il Parma (xG di 0.84, dato Sofascore). In particolare, dopo Frosinone, mister Spalletti aveva bacchettato il n°9 affermando che la Juve lo ha cercato con insistenza perché crede fortemente nelle sue capacità, ma se sono due anni che non gioca con continuità, c'è un motivo. Queste parole fanno riferimento alla mancanza di mordente sottoporta e alla necessità di sfruttare tutte le palle gol. Kolo Muani, incalzato sulla questione dal Corriere, ha risposto: "Cosa penso? Che ha ragione. Quando creiamo tantissime opportunità dobbiamo anche essere capaci di concretizzarle: e dopo quella partita, io per primo sapevo che avevo avuto le occasioni giuste".




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