Un nome che circola e una disponibilità che non lasciano indifferenti. Jorge Mendes avrebbe sottoposto alla Juventus la candidatura di Sergio Conceição, pronto - a quanto risulta - ad accettare anche un incarico di pochi mesi, pur di tornare in panchina nel nostro campionato. Lo riporta La Stampa, in un momento in cui la posizione di Spalletti si fa sempre più scomoda. Non si tratta, va detto subito, di una trattativa formalizzata. È un'indiscrezione di mercato, raccolta mentre il club bianconero attraversa settimane complicate e cerca, nel frattempo, di capire quanto possa reggere ancora la gestione di Luciano Spalletti. Ma il fatto che un profilo come quello di Sergio Conceição sia stato messo sul tavolo, pur con un orizzonte temporale così ristretto, dice molto sul clima che si respira attorno alla squadra.
Conceição, esperienza italiana e un calcio basato sull'intensità
La scelta non è casuale. Il tecnico portoghese conosce già la Serie A: ha guidato il Milan nella stagione 2024/2025 con un bilancio in chiaroscuro, segnato dalla conquista della Supercoppa Italiana contro l'Inter e dalla finale di Coppa Italia persa contro il Bologna. Prima ancora della parentesi rossonera, al Porto si era fatto conoscere per un calcio intenso, aggressivo e curato nei minimi dettagli. Un'identità che a Torino potrebbe trasformarsi subito in una scossa, soprattutto sul piano della tenuta fisica e della disciplina tattica.
In campo, Conceição predilige il 4-4-2 o il 4-2-3-1, schemi che gli permettono di curare l'equilibrio tra i reparti senza rinunciare alla velocità delle transizioni. Cerca ampiezza con gli esterni, spinge i terzini in fase offensiva e, quando perde palla, aggredisce alto per riconquistarla il prima possibile. Non è uno stile rivoluzionario ma efficace e, soprattutto, diverso da quello visto finora sotto la gestione di Spalletti. C'è poi un aspetto che, dal punto di vista della dirigenza, pesa quanto le qualità tecniche: un contratto a termine. Conceição potrebbe limitarsi a traghettare la squadra fino al termine della stagione, dando alla Juventus la possibilità di ragionare con calma sul profilo a cui affidare un vero progetto tecnico.
Spalletti, il bivio tra Napoli e Fiorentina
Per ora, comunque, la società continua a schierarsi dietro al proprio allenatore. Lo ha fatto anche nei giorni scorsi, condividendo la scelta di anticipare il ritiro della squadra dopo la sconfitta contro il Genoa - un gesto di vicinanza che, però, non equivale a una garanzia blindata. La dirigenza aspetta segnali concreti, e li aspetta in fretta.
Il primo banco di prova arriva domenica 1° novembre, contro il Napoli: una partita che pesa come un macigno sul futuro di Spalletti. Poi, dopo l'impegno europeo contro l'AZ Alkmaar, l'8 novembre arriva la Fiorentina. Due gare ravvicinate che diranno se l'allenatore toscano ha ancora in mano lo spogliatoio, o se la stagione rischia davvero di sgretolarsi. All'interno del club, va precisato, nessuno ha fretta di cambiare guida tecnica senza aver prima soppesato con attenzione i costi e le conseguenze - sportive e non solo - di una simile decisione. Un punto, però, è chiaro: la pazienza della società non è infinita, e si assottiglierà ulteriormente qualora i risultati non dovessero arrivare. La fiducia concessa oggi è a tempo: la risposta arriverà dal campo nei prossimi due impegni.
Un piano B che resta sullo sfondo
Ecco perché la disponibilità di Conceição, filtrata attraverso Mendes, assume un peso specifico superiore a quello di una semplice voce di mercato. Almeno per il momento, non si tratta di un'opzione concreta. Ma è pronta, nel caso in cui la situazione dovesse precipitare prima del previsto, a trasformarsi in qualcosa di più di una semplice suggestione. La differenza tra i due scenari è netta: da un lato, la Juventus vuole ancora dare fiducia a Spalletti. Dall'altro, invece, non può permettersi di farsi cogliere impreparata. Saranno le prossime due partite a indicare quale delle due strade prevarrà davvero.




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