Ventitré punti lasciati per strada in appena ventidue gare. Non contro Napoli o Inter, ma contro le squadre che stazionano nella parte bassa della classifica. E' questo il dato che, secondo l'analisi di TuttoSport ripresa da JuventusNews24, fotografa meglio di ogni altro il momento della Juventus di Luciano Spalletti: un bottino disperso che pesa più di quanto si creda sulle ambizioni di scudetto e di Champions League. Il paradosso è servito: contro le big: i bianconeri hanno perso "solo" 17 punti in 13 partite. Contro le piccole, invece, il computo sale a 23 in 22 incontri. Numeri che ribaltano la narrazione più comoda, quella secondo cui la Juventus soffrirebbe soprattutto gli scontri diretti.
Il bilancio contro le squadre di bassa classifica
Dodici vittorie, sette pareggi e tre sconfitte. Questo il saldo delle 22 partite giocate contro le formazioni che occupano le zone più basse della graduatoria. Sulla carta, un bilancio ampiamente positivo. Ma i sette pareggi, raccolti in gare dove la squadra avrebbe dovuto imporre il proprio potenziale, raccontano un'altra storia: quella di una Juventus che fatica a sbloccare le partite più chiuse, a trovare la zampata quando l'avversario si difende e aspetta.
Non è un dettaglio da poco. In un campionato dove ogni punto conta, trasformare una vittoria mancata in un pareggio significa lasciare per strada un patrimonio che, a fine stagione, può fare la differenza tra la zona Champions e un posto fuori dai giochi.
Contro Napoli, Inter e Como, il rendimento è diverso
Negli scontri diretti con le prime della classe, la musica cambia. Sei vittorie, quattro pareggi, tre sconfitte in 13 gare contro Napoli, Inter e Como: un bilancio che, seppur imperfetto, produce una media di 1,70 punti a partita. Poco, se paragonato alla soglia dei due punti che, storicamente, caratterizza le squadre capaci di lottare per il vertice. Ma il dato che sorprende è un altro: contro le piccole la media sale appena a 1,95 punti a gara, un valore che, seppur inferiore, non si distacca abbastanza da quello maturato contro le grandi.
Ed è qui che l'analisi di SpazioJ inserisce un elemento chiave: 1,95 punti a partita sarebbero in linea con il rendimento delle squadre che, negli ultimi anni, hanno chiuso il campionato sul podio. Un dato che, isolato, sembrerebbe rassicurante. Ma che perde peso, se letto insieme al resto: la Juventus non sta semplicemente faticando contro le grandi, sta anche sprecando terreno dove avrebbe dovuto fare bottino pieno.
Spalletti e il nodo della continuità
Da quando Luciano Spalletti si è seduto sulla panchina bianconera, il tema della regolarità dei risultati è diventato centrale. I numeri emersi dall'analisi dicono che il problema non riguarda soltanto le sfide di cartello, quelle che accendono i riflettori e misurano il valore assoluto della rosa. Riguarda, semmai, la capacità - o l'incapacità - di gestire le partite "sporche", quelle in cui l'avversario si chiude e la Juventus deve inventare qualcosa per sbloccare il risultato.
Mantenere la concentrazione per novanta minuti contro chi non ha nulla da perdere, saper leggere il momento della gara e non concedere terreno a squadre tecnicamente inferiori: sono questi gli ingredienti che, al momento, sembrano mancare. E ogni punto recuperato in queste situazioni pesa il doppio, perché va a colmare un vuoto che le partite contro le big, da sole, non possono riempire. Il margine di miglioramento, insomma, passa più dalle giornate apparentemente semplici che da quelle che fanno notizia. Lo scudetto, se la Juventus vorrà davvero inseguirlo, si giocherà anche - forse e soprattutto - nelle partite contro chi, sulla carta, non dovrebbe far paura.




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