Tre gol subiti dalla Lazio, uno stadio che fischia, e un allenatore che si interroga ad alta voce davanti ai suoi giocatori. E' da qui che riparte il caso Juventus: non da un comunicato ufficiale né da un esonero già scritto. Luciano Spalletti, per ora, resta al suo posto. Ma attorno alla panchina bianconera si muovono già altri nomi, e non sono nomi qualsiasi: Antonio Conte da una parte, Stefano Pioli dall'altra.
Fiducia sì, ma a tempo
La società non ha alcuna intenzione, almeno per adesso, di cambiare guida tecnica. Lo conferma La Stampa, secondo cui la dirigenza bianconera considera ancora valide le condizioni per un recupero della squadra sotto la guida di Spalletti. Non si tratta però di una fiducia incondizionata: è una fiducia che si misura partita dopo partita, risultato dopo risultato.
Lo stesso quotidiano riferisce che il club starebbe comunque valutando possibili alternative, segno che la vicenda viene monitorata con un occhio sempre aperto. Il nodo, in fondo, è semplice: nuove sconfitte potrebbero far saltare ogni equilibrio. E la squadra, nelle ultime uscite, non ha dato segnali rassicuranti.
Spogliatoio in bilico dopo la Lazio
La sconfitta casalinga per 0-3 contro la Lazio, con tanto di contestazione dall'Allianz Stadium, ha lasciato il segno. Le dichiarazioni di Spalletti nel post partita sono state lette da più parti come un atto di autocritica severo, quasi un campanello d'allarme personale più che tattico. Da lì sono nati i primi dubbi: la squadra lo segue ancora con convinzione?
La Gazzetta dello Sport, però, racconta un'altra versione: negli ambienti vicini alla società prevarrebbe la convinzione che Spalletti abbia ancora in mano lo spogliatoio. Il tecnico avrebbe parlato chiaro con i suoi giocatori, e questi lo avrebbero ascoltato, pur tra qualche malumore strisciante. L'obiettivo resta ritrovare una Juventus che giochi bene e che, soprattutto, porti a casa punti. Serve interrompere la serie negativa prima che diventi irreversibile.
Conte, la suggestione che non muore mai
C'è un nome che tra i tifosi bianconeri non smette mai di circolare, in ogni momento di difficoltà: Antonio Conte. A rilanciarlo in questi giorni ci ha pensato Riccardo Trevisani che, riflettendo sul momento complicato della Juventus, ha riaperto lo scenario di un possibile ritorno dell'ex tecnico bianconero.
Secondo quanto ricostruito da JuventusNews24.com, Trevisani è convinto che Conte risponderebbe subito a una chiamata della Juventus, senza esitazioni. Un'ipotesi che accende il dibattito, certo, ma che va tenuta ben distinta da una trattativa reale. Al momento non ci sono contatti, non c'è nulla di ufficiale: solo una suggestione, per quanto suggestiva, che alimenta i discorsi da bar e i titoli dei social.
Pioli osservato speciale
Conte non sarebbe però l'unico nome sul taccuino della dirigenza. Sempre La Stampa fa sapere che anche Stefano Pioli rientrerebbe tra i profili monitorati in caso di cambio in panchina. Un dettaglio che la dice lunga: il club, evidentemente, preferisce avere più di una carta in mano piuttosto che farsi cogliere impreparato.
Non risultano, va detto, contatti già avviati né scelte definitive. E' un nome che resta sullo sfondo, pronto a emergere solo se la situazione dovesse precipitare.
La prova del Rennes
Giovedì sera, all'Allianz Stadium, arriva il Rennes. E per Luciano Spalletti quella partita vale più dei tre punti in palio. E' l'occasione per dimostrare che la squadra crede ancora nel suo progetto, che il lavoro di tutti i giorni può ancora trasformarsi in prestazioni solide. Una vittoria convincente spegnerebbe, almeno temporaneamente, le voci sulla panchina. Una nuova delusione, invece, renderebbe tutto più complicato e urgente.
In questa fase il risultato pesa doppio: conta per la classifica, ma conta anche per la tenuta di un progetto tecnico che, attualmente, resta appeso ai prossimi minuti di gioco.



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