La Juventus è impegnata nella costruzione della squadra in vista della prossima stagione, ma il lavoro di Luciano Spalletti è condizionato da un gruppo ancora particolarmente numeroso. Una situazione che sta creando tensione anche durante gli allenamenti.
Troppi esuberi: la rosa ampia rallenta il lavoro
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, Luciano Spalletti avrebbe avuto un duro sfogo durante la seduta di allenamento odierna. Rivolgendosi alla squadra, il tecnico avrebbe pronunciato parole molto dirette:”Ragazzi, cambiate passo! Io resterò qui ma molti di voi andranno via!” Un messaggio che fotografa il momento dei bianconeri. Attualmente la rosa risulta particolarmente ampia e comprende diversi elementi che non rientrano nei piani della società per la prossima stagione. L’allenatore toscano pretende dai calciatori maggiore intensità e un atteggiamento diverso, ma è consapevole che l’organico a sua disposizione cambierà profondamente nel corso del mercato.
A complicare il lavoro è il numero elevato di giocatori ancora presenti all’interno del gruppo. La Juventus deve ancora trovare una soluzione per diversi elementi considerati in uscita: Di Gregorio, Cabal, Joao Mario, Gatti, Arthur, Adzic, Zhegrova, Openda e Milik. Alcuni verranno ceduti a titolo definitivo, altri partiranno in prestito, mentre per altri la società deve ancora trovare una soluzione. Un affollamento che inevitabilmente rallenta la costruzione della nuova Juventus. Lo staff tecnico ha bisogno di lavorare con un gruppo definitivo per stabilire gerarchie, ruoli e meccanismi tattici.
La dirigenza è chiamata ad accelerare sul mercato in uscita: sfoltire la rosa permetterebbe al tecnico di concentrarsi maggiormente sui giocatori destinati a rimanere e potrebbe liberare spazio per nuovi innesti. Lo sfogo di Spalletti certifica le difficoltà legate alla situazione attuale, che rischia di compromettere le prime settimane di lavoro della nuova stagione. Alla Continassa, intanto, il messaggio è stato chiaro: chi resterà dovrà cambiare passo.
