A metà settembre, la Juventus si trova già in una situazione ostica e complicata da cui è chiamata a tirarsi fuori rapidamente. Alla Continassa non c'è pessimismo, ma la consapevolezza che le cose non stiano andando nella direzione sperata e che quindi sia necessario cambiare attitudine e, probabilmente, anche qualcosa dal punto di vista tattico.
Nico Gonzalez e gioco verticale: i punti chiave
Secondo Tuttosport, in un confronto avvenuto con società e giocatori, Spalletti ha evidenziato quelli che secondo lui sono stati i principali problemi della sconfitta rimediata domenica sera contro il Sassuolo. L'allenatore è convinto di aver perso la partita nel primo tempo, quando i bianconeri hanno provato a prendere le redini del gioco ed a fare la partita, limitandosi però ad un possesso palla troppo sterile e poco verticale. Su quest'ultimo aspetto Spalletti si è soffermato parecchio: ci sono state tante opportunità nel primo tempo di servire Nico Gonzalez che, oltre ad essere in fiducia ed aver dimostrato anche una buona forma fisica vista la fase difensiva, ha dato tanta profondità al gioco bianconero. Profondità che non è stata sfruttata, provocando anche le lamentele dell'argentino per le corse a vuoto non premiate.
Serve più equilibrio
Altri temi trattati sono stati la mancanza di equilibrio, soprattutto nelle fasi finali del secondo tempo, e l'insostenibilità momentanea, sia per emergenza infortuni, sia per mancanza di giocatori di ruolo, di scendere in campo con tre trequartisti. Al Mapei Stadium sono mancate anche le prestazioni dei singoli su cui la Juventus punta di più, quali Kalulu, Bremer e Kolo Muani. Se, a tutto questo, ci si aggiunge un Douglas Luiz, forse non ancora pronto per reggere i 90 minuti ad alto livello, e Koopmeiners, anche lui in difficoltà con la doppia fase in un centrocampo a 2, la distanza tra i reparti è un problema che viene a galla in maniera automatica.
Cambio modulo e di interpreti
In casa Juventus si aspetta il rientro di McKennie, che potrebbe rivedersi convocato già giovedì sera nella sfida contro il Nec. Nel mentre, per trovare un punto di incontro con le difficoltà sopracitate, Spalletti starebbe seriamente pensando ad un cambio di modulo. L'opzione più probabile è quella del passaggio al 3421: una formazione che vedrebbe Kalulu, Bremer ed uno tra Lucumì e Kelly nei 3 di difesa, McKennie e Celik (con l'alternativa, recupero permettendo, di Cambiaso) sulle corsie esterne, Douglas Luiz e Pape Matar Sarr, che sembrerebbe aver superato Koopmeiners nelle gerarchie, in mediana, e Nico Gonzalez e Conceicao a supporto di Kolo Muani.
I bianconeri si preparano ad affrontare le ultime 2 partite casalinghe prima della sosta in un periodo complicato. La sensazione è che, questi 180 minuti, possano già avere un impatto importante sotto tanti punti di vista: classifica, morale, giocatori ed anche allenatore.




3–2


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