Non le manda a dire, Paolo Di Canio. E dopo il 2-0 incassato a Marassi contro il Genoa, la sua analisi della Juventus suona come una sentenza: «In questa squadra non c'è identità né anima». Parole pesanti, pronunciate negli studi di Sky Calcio Club, che certificano un disagio che va oltre il semplice risultato negativo e tocca la sostanza stessa del progetto bianconero targato Luciano Spalletti.
Un caos chiamato Juventus
"È veramente un caos alla Juve. Io non capisco come si possa arrivare a trovare una soluzione", ha dichiarato l'ex attaccante, trasformando la sconfitta contro i rossoblù in un pretesto per interrogarsi sulla tenuta psicologica e tattica dell'intero gruppo. Non si tratta soltanto di un passo falso in classifica: quello che preoccupa Di Canio è la mancanza di reazione, l'incapacità di trovare contromisure quando le cose si mettono male.
C'è poi il capitolo delle assenze, che secondo l'opinionista non può più essere utilizzato come alibi permanente. Mancavano Thuram, Yildiz, Locatelli, Nico Gonzalez e Conceição: nomi pesanti, certo, che condizionano le scelte di Spalletti in panchina. Ma organizzazione, attenzione e personalità, secondo Di Canio, sono qualità che prescindono dagli infortuni e dalle rotazioni forzate. Ed è proprio su questo terreno che la Juve continua a mostrare crepe.
Cambiaso e Kalulu, i nomi finiti sotto accusa
Le critiche più dirette, però, riguardano due singoli: Andrea Cambiaso e Pierre Kalulu. Il momento clou arriva con il secondo gol del Genoa, dove l'atteggiamento dell'esterno bianconero diventa oggetto di un'analisi tagliente. Secondo quanto riportato da Fanpage.it, Di Canio ha osservato: "Lui corre dietro l'avversario come un bambino invece di andare verso la sua porta".
Una critica tecnica precisa, nella rivolta a Cambiaso: nel momento in cui un avversario attacca la profondità, non basta inseguirne la corsa, bisogna orientarsi verso la propria porta per proteggere lo spazio e poter intervenire sull'azione. È una differenza sottile ma decisiva, quella tra chi rincorre e chi anticipa, e secondo l'ex attaccante è proprio lì che la Juve ha perso campo e gol.
Anche Kalulu, difensore che fino a poco tempo fa dava garanzie di solidità, finisce nel mirino. Sempre secondo Fanpage.it, Di Canio ne ha contestato gli errori nell'azione incriminata. Va detto però che le responsabilità individuali, in episodi del genere, vanno sempre lette insieme ai movimenti dei compagni e alla copertura degli spazi: il problema, più che un singolo colpevole, sembra essere un equilibrio di reparto che si è rotto.
Spalletti nel mirino, la panchina scotta
Resta il nodo politico, se così si può dire: quello della panchina. La sconfitta di Genova riaccende i dubbi sul lavoro di Spalletti, chiamato a trovare al più presto continuità di risultati e di prestazioni. Le parole di Di Canio, pur concentrate sui singoli episodi, finiscono per alimentare un dibattito più ampio sulla capacità del gruppo di riconoscersi in un'idea di gioco chiara.
Corregere le disattenzioni difensive, gestire meglio i momenti di pressione avversaria, mantenere le distanze tra i reparti: sono questi i compiti che attendono Spalletti nei prossimi allenamenti, prima che la quadra torni in campo. L'episodio di Cambiaso sul secondo gol, insieme alle sbavature di Kalulu, resta il punto da cui ripartire per capire cosa non ha funzionato a Marassi. Le prossime partite diranno se la Juventus saprà trasformare questo momento complicato in un'occasione di crescita, oppure se il caos denunciato da Di Canio continuerà a inseguire Spalletti e i suoi uomini come un'ombra.



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