Le bianconere, per il secondo anno di fila, scendono in campo per giocarsi la finale della Serie A Women's Cup. A sfidarle, così come l'anno precedente, trovano la Roma, squadra contro cui giocheranno una partita all'ultimo respiro che, però, si concluderà nel migliore dei modi per il team guidato da Mister Guerrero che, già ad inizio stagione può inserire nel suo palmarès il primo trofeo.
Il riassunto della partita
Il match inizia in maniera scoppiettante, con entrambe le squadre che cercano di guadagnare campo per arrivare a rete il prima possibile. Il primo spunto interessante si trova sul destro di Annamaria Serturini che fa partire un tiro potente capace di costringere Soggiu ad un allungamento miracoloso. La quiete per le bianconere, però, è solo momentanea: dopo una buona conclusione al 17' realizzata da Giugliano, 10 minuti più tardi si materializza il gol della Roma; a firmarlo è Van Dooren che arriva al momento giusto su un pallone messo al centro dell'area da Bergamaschi.
Le retrovie della Juve tentano di costruire l'azione da dietro, ma un errore difensivo a un quarto d'ora dalla fine del primo tempo rischia di favorire Giugliano, il cui tiro impegna Larissa Rusek in un'ottima parata.
Nella ripresa, dopo qualche spunto bianconero, è ancora la Roma a mostrarsi pericolosa all'interno dell'area di rigore della Juventus: al 54' un calcio d'angolo battuto da Giugliano favorisce l'inserimento in area di Antoine che, a tu per tu con Rusek, non sbaglia e realizza il gol del raddoppio giallorosso.
Dopo soli 5' arriva la reazione Juve: Estella Carbonell lascia partire un cross bellissimo dalla fascia che costringe Soggiu ad uscire, facendolo però, con i tempi sbagliati; ne approfitta allora Alba Redondo che trova la rete dell'1-2 Juve.
La Roma non sembra subire lo shock del gol subìto: al 63' Piemonte sfiora la rete del 3-1 in scivolata, mentre un minuto più tardi ci riprova dal limite la solita Giugliano.
In pieno recupero la partita si infiamma e il risultato viene quasi ribaltato: al 91' Amaiur Sarriegi quasi festeggia il suo esordio in bianconero colpendo un clamoroso palo interno, mentre qualche minuto più tardi il fallo di mano in area di rigore di Antoine regala alle bianconere l'occasione di pareggiarla; sul dischetto c'è Alba Redondo che calcia forte e non sbaglia.
Nel corso del primo tempo supplementare è ancora Giugliano a mettere in difficoltà la squadra bianconera, lasciando partire conclusioni potenti e precise, mentre nei secondi 15' è Amaiur Sarriegi a costruire due importanti occasioni che fanno tremare le tribune e anche la traversa. Il risultato, però, resta invariato e le due squadre sono costrette a contendersi il trofeo ai rigori.
Dal dischetto le bianconere Sarriegi, Bartel e Stolen Godo insaccano la palla senza paura, mentre il primo errore per la Roma arriva con Ottey che colpisce la traversa. Il quarto rigore bianconero viene battuto da Schatzer che non sbaglia, mentre per la Roma la conclusione di Oliviero che finisce tra i guantoni di Rusek rappresenta la sentenza definitiva, quella che attesta la vittoria della Serie A Women's Cup da parte di una Juventus che non sa davvero come arrendersi.
I festeggiamenti dopo il triplice fischio
Al termine del match, dopo abbracci commossi e sorrisi pieni di emozione, Martina Rosucci e Annamaria Serturini dedicano parte dei loro festeggiamenti ai microfoni, esprimendo a pieni polmoni la loro felicità per una vittoria che è stata tanto voluta ma anche altrettanto sudata. Il capitano del team bianconero, Martina Rosucci, mette l'accento su un gruppo che sa vincere senza «rinunciare alla propria identità»e sulla capacità di ribaltare un risultato pesante soltanto grazie alla testa e al cuore. La numero 15 bianconera, invece, si dimostra grata per aver avuto l'opportunità di partecipare a questa grande festa di squadra vincendo subito un trofeo che, come specifica la giocatrice, arriva «dopo un anno difficile passato ai box». La parola, poi, passa ad un altro protagonista di questa vittoria, mister Guerrero, il quale rimarca la forza di una squadra coraggiosa, coinvolta e motivata che, nonostante le difficoltà, ha trovato il modo per vincere, grazie a qualità quali «pazienza, talento, insieme al coraggio di rischiare e andare oltre». Infine, dedica un pensiero ad Ana Capeta, presenza imprescindibile del team e protagonista anche lei indiretta di questo trionfo.





2–2


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