Sofferenza, reazione e grande spettacolo ad altissima intensità. Questi gli aggettivi per descrivere il match tra Cagliari e Juventus, terminato in parità in terra sarda. Dopo un primo tempo complesso, i bianconeri cambiano marcia nella ripresa grazie alla qualità dei subentrati Zhegrova e Alajbegovic e al gol di Kolo Muani, che non basta, però, per regalare i tre punti necessari.
Primo tempo: botta e risposta, poi il vantaggio rossoblu con Maldini
La sfida tra Cagliari e Juventus si accende sin dai primi minuti, regalando una prima frazione di gioco intensa, ricca di duelli tattici e caratterizzata poi dal vantaggio del Cagliari al '19, quando i padroni di casa trovano l'episodio favorevole capitalizzato da Maldini, che batte la retroguardia bianconera e porta avanti i suoi.
Nei minuti iniziali è la Juventus a premere forte sull'acceleratore, già al primo minuto la palla viene lanciata in avanti, con un ottimo aggancio di Nico Gonzalez. L'argentino riesce a guadagnare un calcio d'angolo. Anche la difesa parte bene, soprattutto Celik: sul calcio d'angolo del primo minuto aggancia il pallone e scarica forte verso la porta difesa da Caprile, ma il tiro viene murato. Subito dopo, il turco è protagonista di un'ottima chiusura difensiva sull'avanzata del Cagliari.
Come riportato da DAZN, nel corso della prima frazione di gioco Spalletti ha chiesto di cercare la verticalizzazione su Kolo Muani, credendo che fosse l'opzione migliore per accelerare la manovra. Pisacane chiede ad Adopo, invece, di contenere gli scatti di Nico Gonzalez, da subito pericoloso per i rossoblu.
Kolo Muani diventa il riferimento dei bianconeri, viene cercato dai suoi compagni di squadra e contenuto da Mina, con il quale è stato possibile notare situazioni di nervosismo. Il Cagliari ha provato a difendersi con ordine, sporcando le ripartenze di Sarr e la vivacità offensiva della Vecchia Signora.
Le squadre vanno negli spogliatoi sull'1-0 per il Cagliari di Pisacane.
Secondo tempo: la Juventus crea occasioni e insidie, ma la muraglia cagliaritana regge
Spalletti vuole più incisività e la ripresa si apre subito con due cambi: fuori Mckennie e Conceicao, dentro Alajbegovic e Zhegrova. I bianconeri ripartono aggressivi con Douglas Luiz che prova la conclusione dalla distanza, trovando però Caprile ben piazzato. Tre minuti più tardi la Juventus guadagna un calcio di punizione, e sul pallone si ripresenta il brasiliano. Il tiro, però, viene murato e allontanato da Mendy.
Il protagonista principale della ripresa è senza dubbio Zhegrova. Il kosovaro entra con la mentalità giusta e crea svariate occasioni molto insidiose. Al '51, dopo un bel recupero di Sarr, sposta palla e calcia: Caprile deve distendersi per evitare che il pallone entri in porta. Un minuto dopo incanta il pubblico con un tunnel perfetto, scaricando successivamente il pallone su Kolo Muani. Il numero nove, però, decide di non calciare ma di lasciar scorrere il pallone alle sue spalle con un velo. Dietro di lui non ci sono maglie rose, ma solo i giocatori di Pisacane che recuperano e partono in contropiede.
Non mancano i brividi nemmeno per Vicario che effettua delle parate perfette su Mendy, Maldini e Fadera, successivamente dichiarati in posizione di offside. L'estremo difensore di Spalletti ha però dimostrato la sua ottima reattività sul pallone.
Con l'ingresso di Cambiaso al posto di Celik la Juventus prova a riorganizzarsi. Nonostante la pressione costante, il finale vede il muro efficiente dei giocatori del Cagliari, che neutralizzano diverse occasioni importanti.
Dopo oltre settanta minuti di sofferenza, la gara si sblocca anche per la Vecchia Signora all'81: Alajbegovic serve un pallone perfetto per Kolo Muani, che insacca la rete del pareggio. L'asse sembra funzionare, e i due giocatori si ripropongono poco dopo con un'azione simile: il francese colpisce la traversa. Resta lì Woltemade che prova a insaccare di testa, ma Caprile blocca il pallone tra i guantoni.
La partita si chiude con un pareggio amaro. Le due squadre si dividono i punti e Spalletti torna a Torino con tanti dubbi e tanto lavoro da eseguire con i suoi uomini.





1–1


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