Non è bastata la sconfitta contro il Genoa a far traballare la panchina di Luciano Spalletti. O meglio: non solo quella. A tremare, in casa Juventus, è soprattutto lo spogliatoio, destinatario di un richiamo durissimo arrivato direttamente dai piani alti del club. Secondo la ricostruzione de La Stampa, l'amministratore delegato Giovanni Carnevali si è presentato davanti ai giocatori con parole che non lasciano spazio a fraintendimenti: "Certe figure non sono accettabili. Siamo la Juve, ricordatevelo!".
Un messaggio che vale più di mille comunicati
Il senso di quelle parole, spiega ancora il quotidiano, è tutt'altro che ambiguo. La dirigenza bianconera non intende far ricadere sull'allenatore l'intera responsabilità di una crisi che si sta trascinando da settimane. Spalletti resta al suo posto: la fiducia è stata confermata almeno nelle forme ufficiali, ma il club ha scelto di guardare dritto negli occhi i calciatori, chiamandoli a una reazione che finora non si è vista. Non a caso è arrivata anche la decisione di blindare il gruppo in ritiro alla Continassa, almeno fino alla prossima sfida, quella contro il Napoli.
Gli allenamenti sotto la lente: chi si lamenta e chi no
Mentre la società prova a ricompattare l'ambiente, filtrano indiscrezioni che raccontano un malessere più profondo. TuttoSport riporta che all'interno dello spogliatoio c'è chi ritiene di non essere allenato a dovere: dubbi che toccherebbero sia l'intensità del lavoro settimanale sia la preparazione atletica generale della rosa. Un dettaglio, in particolare, colpisce: la sala massaggi della Continassa sarebbe diventata un luogo piuttosto affollato, mentre la palestra conterrebbe diversi attrezzi inutilizzati. Un'immagine che il quotidiano torinese usa per fotografare l'atteggiamento di una parte della squadra, non certo di tutto il gruppo.
A complicare il quadro c'è anche il calendario. Gli impegni europei infrasettimanali lasciano pochissimo margine per lavorare con continuità, un fattore che pesa nella gestione dei carichi fisici e che, secondo le ricostruzioni, alimenta ulteriormente le tensioni interne su come e quanto si lavori davvero alla Continassa.
Il Napoli come banco di prova per Spalletti
Restare in panchina, per Spalletti, non significa affatto avere carta bianca. La società vuole vedere segnali concreti già dalla sfida contro il Napoli, prima vera cartina di tornasole dopo giorni turbolenti. Il ritiro va letto in questa chiave: un tentativo di serrare le fila, ritrovare compattezza e quella fame che, nelle ultime uscite, è parsa evidentemente smarrita. Per il tecnico toscano la partita in programma vale doppio. Non basterà il risultato, ma servirà dimostrare che qualcosa, nell'approccio e nella partecipazione del gruppo, è davvero cambiato. Il messaggio della dirigenza, in fondo, è già stato scritto a chiare lettere: chi indossa quella maglia ha doveri che vanno oltre il nome dell'allenatore in panchina. E alla Continassa, in questi giorni, lo sanno tutti.

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