30 ottobre 2026. È passato un anno dall'arrivo di Spalletti alla Juventus, da quando la società ha deciso di sollevare Igor Tudor dall'incarico di allenatore e affidare la panchina bianconera ad un uomo di spessore ed esperienza come Luciano. Il tecnico ha provato a lavorare a fondo sulla squadra, insistendo sin da subito sulla mentalità dei giocatori, reduci da prestazioni ampiamente al di sotto delle aspettative. Da lì, il gruppo sembrava aver preso un'altra direzione, con i risultati che iniziavano ad arrivare e un cambio di atteggiamento piuttosto evidente, ma gli sforzi di Spalletti non si sono poi rivelati sufficienti. La mancata qualificazione in Champions League ha scosso tutto l'ambiente bianconero, che per la sua storia non è abituato a non vincere campionati e, addirittura, a posizionarsi al sesto posto in classifica. I dubbi attorno alla figura di Spalletti proseguono oggi più che mai, perché un inizio di stagione così deludente non era nemmeno nelle ipotesi più lontane di società e calciatori, chiamati a reagire con responsabilità.
Dall'addio di Tudor all'arrivo di Spalletti a Torino
La conquista, sofferta fino all'ultimo respiro, del quarto posto nella stagione 2024/2025 nella trasferta a Venezia - terminata 2-3 per i bianconeri - aveva indotto la Juventus a confermare Igor Tudor alla guida della squadra, rinnovando il suo contratto fino al 30 giugno 2027. I numeri dell'inizio del campionato successivo, però, hanno condannato il suo soggiorno a Torino: con otto partite senza vittoria, di cui cinque pareggi e tre sconfitte (Sky Sport), la società ha deciso e reso noto il suo esonero, affidando momentaneamente la panchina a Massimo Brambilla, allenatore della Next Gen.
L'ipotesi dell'arrivo dell'ex ct della Nazionale è stata poi confermata il 30 ottobre 2025 dalla Juventus con un comunicato ufficiale, nel quale annunciava la permanenza di Spalletti fino alla fine della stagione, segnata per il 30 giugno 2026. Il toscano ha conquistato a piccoli passi la fiducia del club: i risultati positivi sembravano rappresentare in quel momento la luce in fondo al tunnel, tanto che le 17 vittorie, gli 8 pareggi e le 6 sconfitte (sofascore.com) fino a quel momento ottenute in tutte le competizioni avevano convinto l'ex ad Damien Comolli a rinnovare il suo contratto.
Spalletti, dal rinnovo all'esclusione dalla Champions
Il 10 aprile 2026 la Juventus comunica il rinnovo contrattuale di Spalletti fino al 2028, ampiamente soddisfatta del suo lavoro. Le successive vittorie contro Atalanta e Bologna sembravano alimentare le speranze del mondo bianconero, ma la corsa Champions sarà destinata a complicarsi e, alla fine, a rivelarsi un fallimento. L'1-1 con il Verona, la sconfitta contro la Fiorentina per 0-2 e il definitivo pareggio nel derby contro il Torino hanno condannato la Juventus al sesto posto in classifica, zona Europa League.
L'esclusione dall'Europa che conta ha privato la società di quella cifra di circa 80 milioni di euro necessaria per creare una rosa più competitiva per la stagione successiva, cosa che poi non avverrà. Le richieste di Spalletti sul mercato non verranno del tutto accontentate, e il tecnico si ritrova oggi ad avere elementi che non rispecchiano le sue esigenze, soprattutto in attacco. Come aveva dichiarato dopo Frosinone-Juventus, infatti, l'arrivo di Kolo Muani non era stato sufficiente per colmare le lacune in attacco, sottolineando quindi la necessità di un attaccante di fisicità in grado di entrare anche negli ultimi venti minuti e spiazzare le difese avversarie con i colpi di testa.
Un inizio di stagione deludente e un futuro in bilico
Alla decima giornata da disputare, i bianconeri si ritrovano a - 11 dalla vetta della classifica, dove dominano Inter e Lazio a 25 punti, e a -6 dal quarto posto occupato dal Como, con un bilancio di 4 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte. Il ko per 2-0 subito contro un Genoa superiore e dominante tecnicamente e fisicamente sembra aver appeso Spalletti ad un filo sottilissimo. Ad un anno dal suo arrivo, quindi, il tecnico non è mai stato così a rischio, con le alternative che sembrano prendere sempre più quota. Conte - il più acclamato dai tifosi -, Deschamps e Pioli sono i nomi in pole per succedergli, ma la società, almeno fino ad ora, è stata chiara nel voler proseguire con Luciano.
La rosa inizierà il ritiro a partire da stasera per volontà condivisa di allenatore e dirigenza, ma la partita contro il Napoli in programma domenica sera potrebbe determinare il destino di una squadra che, rispetto al passato, conserva ormai solamente il nome.



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