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Igor Tudor, allenatore della Juventus
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Juventus e l’autunno: riflessioni tra malinconia e speranza

Il pari con l’Atalanta lascia un retrogusto amaro, come certe giornate d’autunno. Ma la Juventus, tra memoria storica e poesia, è chiamata a ritrovare la propria bellezza anche nella stagione delle foglie che cadono.

Da Verona a Torino, dal regolamento sibillino che ha tolto punti a inizio campionato al pareggio casalingo con l’Atalanta, la Juventus si scopre fragile, come se vivesse la stagione delle cadute e delle incertezze. Non è la squadra del Quinquennio d’oro, capace negli anni Trenta di imporsi con forza e aprire un ciclo irripetibile, né quella del settembre ’76 che sconfisse il Manchester City con Scirea e Boninsegna in un’Europa che cominciava a profumare di gloria. È una Juve diversa, autunnale appunto: capace di resistere, ma non ancora di convincere, aggrappata più all’orgoglio che al gioco.

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