Domenica , prima del fischio d'inizio di Juventus-Atalanta, all'Allianz Stadium è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di Sandro Mazzola, leggenda del calcio italiano e storico simbolo dell'Inter. Durante la commemorazione, una buona parte della tifoseria bianconera ha scelto di voltarsi di spalle, omaggiando al contempo alcuni ex juventini scomparsi: Gaetano Scirea, Andrea Fortunato e Gianni Agnelli. Un gesto che ha indignato il mondo del calcio e dello sport in generale e dal quale la società juventina ha preso le distante, come sottolineato nel comunicato stampa emanato dal club: "Non c'è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto durante un minuto di silenzio. Onorare la memoria e unirsi nel ricordo durante i momenti di commemorazione rappresenta una responsabilità comune che trascende appartenenze e colori".
Le parole di Malagò e Marchisio riguardo l'accaduto
In attesa della sentenza sull'accaduto, anche il mondo dello sport ha preso posizione, come riportato dalla Gazzetta dello Sport. An che il Presidente della Figc, Giovanni Malagò, è intervenuto: "Vanno individuate in modo chirurgico e scientifico tutte quelle persone che hanno fatto vergognare il 99% di chi era allo stadio. E' qualcosa che mi dispiace, non c'è rispetto neanche per la morte di un grande giocatore, una persona che ha servito il Paese come atleta, poi c'è anche il percorso nella città di Torino della sua famiglia. E' una storia che ci ha rattristato e amareggiato. Da Presidente, da appassionato e tifoso mi auguro che verranno colpiti i singoli soggetti perché la Juventus è assolutamente una vittima".
Sulla vicenda è intervenuto anche l'ex centrocampista bianconero Claudio Marchisio:" Sandro Mazzola è un pezzo della storia del nostro calcio. E la storia si rispetta. Alla Juventus e ai suoi tifosi devo una parte enorme della mia vita. So quanto amore, passione e rispetto ci siano dietro quella maglia. Ed è proprio per questo, che credo sia giusto dire senza esitazioni, che gesti come quello di domenica non dovrebbero accadere. La rivalità è passione, appartenenza, orgoglio. Ma non può mai cancellare il rispetto".
E ora cosa succederà ai tifosi bianconeri?
Ora la decisione spetta al giudice sportivo, chiamato a stabilire quali provvedimenti adottare nei confronti dei tifosi coinvolti. Le ipotesi sul tavolo sono diverse, tra le misure più severe ci sarebbe la chiusura del settore, o di uno dei suoi anelli, con la possibilità di consentirne l'accesso esclusivamente alle famiglie o alle scuole calcio. Un'altra strada potrebbe, invece, coinvolgere direttamente il club bianconero attraverso l'applicazione del Codice di Gradimento, ovvero la sospensione o la revoca dei titoli di accesso nei confronti dei tifosi ritenuti responsabili di comportamenti non conformi al codice di condotta. Questa strada risulta però impossibile da percorrere, visto l'elevato numero di persone coinvolte. Tra le conseguenze ipotizzate ci sono una sanzione economica significativa e una possibile limitazione del settore per le prossime gare. Al momento, dunque, resta da attendere la decisione ufficiale del giudice sportivo Gerardo Mastrandrea, prevista in giornata.



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