Il PSG prova a rimediare, e lo fa con un nome nuovo. Dopo le difficoltà emerse nell'operazione Zion Suzuki, il club francese starebbe valutando di offrire alla Juventus Lucas Chevalier con la formula del prestito. Non c'è ancora un'intesa definitiva, ma lo scenario, secondo TuttoJuve.com, appare tutt'altro che campato in aria: se Suzuki dovesse restare a Parigi, la concorrenza nel reparto portieri parigino — dove è già presente Matvey Safonov — si farebbe ulteriormente più fitta, e Chevalier resterebbe schiacciato in gerarchia. Da qui l'esigenza, per lui, di trovare una squadra capace di garantirgli continuità. Esigenza che, curiosamente, combacia con quella della Juventus, ancora a caccia del titolare da consegnare a Luciano Spalletti.
Un portiere costruito per il possesso
Chevalier, va detto, non è un profilo qualunque. Portiere moderno, particolarmente efficace nella costruzione dal basso, era stato scelto dal PSG proprio per queste doti: la capacità di partecipare al possesso, offrire soluzioni ai difensori e gestire il pallone anche sotto pressione era stata una delle ragioni che avevano spinto i francesi a puntare su di lui come possibile erede di Gianluigi Donnarumma. Alto 1,89 metri, unisce buoni riflessi a una notevole rapidità nelle uscite ravvicinate, distinguendosi soprattutto nell'uno contro uno. E non è un giocatore timido: nonostante la giovane età non teme la responsabilità, mantenendo spesso una posizione avanzata per accompagnare la linea difensiva. Un profilo che, sulla carta, si sposerebbe bene con il calcio di Spalletti, fondato sul possesso palla e sull'impostazione dal basso.
Restano, certo, margini di crescita evidenti: la gestione delle uscite alte, la continuità nell'arco della stagione, i tempi di scelta quando viene pressato. Il talento, però, non è in discussione.
I numeri della stagione al PSG
Classe 2001, legato al PSG fino al giugno 2030, Chevalier ha collezionato 26 presenze ufficiali nella stagione appena conclusa, sempre da titolare, per un totale di 2.340 minuti: diciassette in Ligue 1, sei in Champions League, il resto tra coppe nazionali e internazionali. In campionato ha tenuto la porta inviolata in nove occasioni, aggiungendone un'altra in Europa. Numeri complessivamente positivi, anche se nella seconda parte di stagione ha progressivamente perso terreno proprio a favore di Safonov. Il PSG lo aveva prelevato dal Lille nell'estate del 2025 per circa 40 milioni di euro, puntando forte sulle sue qualità tecniche e sulla compatibilità con il calcio di Luis Enrique.
La formula farà la differenza
Per la Juventus, un'eventuale operazione rappresenterebbe un'occasione tutt'altro che banale: esperienza internazionale, giovane età, caratteristiche già adatte a una squadra che vuole costruire dal basso. E soprattutto nessun investimento immediato particolarmente oneroso sul cartellino.
Sarà però la struttura dell'accordo a fare davvero la differenza. Un prestito secco risolverebbe il problema per una sola stagione, costringendo i bianconeri a riaprire il dossier portiere già la prossima estate. Un diritto di riscatto, invece, renderebbe l'operazione coerente con una programmazione più a lungo termine, quella che la Continassa dice di cercare da settimane.
Resta un punto fermo, dopo quanto accaduto con Suzuki: la Juventus non può permettersi di dipendere ancora una volta dalle decisioni prese a Parigi.



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