Che strana è la vita, e pure il mercato. La Juventus batte il Parma per 2-0 all'Allianz Stadium e chiude la seconda giornata di Serie A a punteggio pieno, ma a decidere la partita sono due giocatori che fino a poche settimane fa sembravano destinati a lasciare Torino: Nico Gonzalez, che dopo il prestito all'Atletico Madrid non voleva più tornare in bianconero, e Koopmeiners, la cui cessione era stata più volte invocata per finanziare l'arrivo di un nuovo centrocampista.
Il paradosso del mercato bianconero
"Grazie Atletico", verrebbe da dire a Torino. I madrileni non hanno fatto scattare la clausola per il riscatto obbligatorio, hanno temporeggiato troppo contando sulla volontà dell'ex Fiorentina di lasciare la Juventus e alla fine si sono ritrovati a restituire ai bianconeri un giocatore che nessuno, fino a ieri, avrebbe scommesso decisivo. Un paradosso che Spalletti può permettersi di sfruttare proprio nel momento più complicato della sua stagione: senza Yildiz, fuori per almeno due mesi e mezzo, e con un mercato in entrata bloccato dalla mancanza di uscite, il tecnico di Certaldo si ritrova comunque, quasi per caso, con un titolare in più a disposizione.
Le scelte a sorpresa di Spalletti
Senza Yildiz e McKennie, l'allenatore ha scelto di schierare contemporaneamente Kolo Muani e David, con Lucumí — al debutto — preferito a Kelly in difesa e Boga a occupare la fascia sinistra lasciata libera dal turco. Seconda esclusione consecutiva per Cambiaso, con Celik adattato a sinistra fuori dal proprio piede naturale, e seconda panchina di fila anche per Alajbegovic, che Spalletti sembra voler proteggere da un impatto prematuro.
Sull'altra panchina, Cuesta ha scelto la strada opposta: sette giorni dopo il ko interno contro il Cagliari, ha lanciato dal primo minuto tra i grandi il difensore centrale classe 2007 Drobnic, al posto di Ndiaye, confermando in attacco il diciottenne ex vivaio Milan Simone Lontani. L'unica altra variazione rispetto all'esordio è stata Britschgi al posto di Konate. L'obiettivo dichiarato: chiudere gli spazi, difendere con otto uomini tra centrocampo e limite dell'area, provare a ripartire sfruttando la fisicità dell'ex atalantino El Bilal Touré e gli strappi di Mandela Keita e Valeri.
Primo tempo, la Juve si impantana
Il piano del Parma funziona, almeno per quarantacinque minuti. La manovra bianconera si fa lenta, gli scambi tra David e Kolo Muani restano sporadici e poco produttivi, e le uniche iniziative pericolose arrivano dagli esterni: Conceição, il più in palla dei suoi, e lo stesso Boga. Il problema, però, è che anche quando i due vincono il duello individuale, Delprato, Troilo e Drobnic non faticano a far valere la propria fisicità in area.
Così la Juventus si affida ai tiri da fuori: Douglas Luiz ci prova due volte, senza fortuna, mentre Conceição colpisce il palo esterno poco dopo la mezz'ora. All'intervallo lo Stadium fischia una squadra capace di un solo tiro nello specchio della porta di Corvi - un debole colpo di testa dello stesso Douglas Luiz, su cross di Kalulu - nonostante un possesso palla del 61% rivelatosi del tutto sterile.
La svolta con Nico Gonzalez
Anche nella ripresa Spalletti insiste sugli stessi undici, e i fischi proseguono: sembra il Parma, in avvio di secondo tempo, a rientrare meglio in campo. È solo un'impressione, perché presto la Juventus torna a schiacciare gli emiliani nella propria trequarti. La svolta arriva a 33 minuti dalla fine, quando il tecnico decide di inserire Alajbegovic - accolto da un'ovazione dei tifosi - e Nico Gonzalez, al posto di Boga e di un David fischiatissimo.
Tutti si aspettano il bosniaco, ma è l'argentino a prendersi la scena. In appena cinque minuti dal suo ingresso, impegna Corvi in una grande parata con un tiro al volo, poi colpisce un palo da oltre venti metri e, sulla respinta, calcia ancora, trovando questa volta la deviazione fortunata di Troilo che spiazza il portiere del Parma.
Vicario salva, Koopmeiners chiude
La Juventus, però, non impara subito la lezione - quella che si potrebbe riassumere con le parole di Sinner sul "resistere nelle difficoltà" - e regala al Parma una doppia occasione immediata per pareggiare: Vicario è decisivo per due volte consecutive sul neo entrato Romero. Nel finale, complice l'infortunio alla caviglia di Cambiaso, entrato al posto di Celik, arriva anche la gioia per Koopmeiners, che chiude il match con un diagonale che ha ricordato i suoi tempi all'Atalanta.
La Juventus vola così a punteggio pieno dopo due giornate e si prepara al big match di domenica prossima contro il Milan con un morale decisamente più alto e con due protagonisti inattesi su cui, fino a ieri, nessuno avrebbe scommesso un euro.




2–0


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