C'era una volta la Juventus che dominava in Italia e in Europa. I bianconeri vincevano 9 scudetti di fila e, per due volte in tre anni, nel 2015 e nel 2017, arrivavano a un passo dall'alzare la Champions League, perdendo solo con il Barcellona di Messi, Suarez e Neymar e con il Real Madrid della BBC. Oggi di quella Juventus non è rimasto più nulla. Il tanto proclamato DNA Juventus è svanito. La Vecchia Signora un tempo aveva fame di vittorie, non si accontentava mai. Un pareggio, fino a qualche anno fa, era visto come una sconfitta. Per una squadra che ha nel suo DNA la frase "Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta", quello di ieri è stato l'apice di un tracollo che dura dal 2020.
Col Sassuolo, al Mapei Stadium di Reggio Emilia, è arrivato l'apice del tracollo bianconero. Non tanto per la sconfitta, arrivata nel finale dopo una duplice rimonta, ma per il come è arrivata. I bianconeri perdono anche per errori individuali, primo fra tutti quello di Kolo Muani, che si fa rubare palla da Matic, che a 38 anni ha insegnato calcio a Koopmeiners e Douglas Luiz, e a Bremer, ormai da anni lontano dai suoi livelli. Ai bianconeri manca completamente la mentalità, come si può notare da alcuni semplici momenti. Già contro il Milan, al momento del pareggio, Gatti non porta il pallone a centrocampo, ma va a esultare con i tifosi, quasi ad accontentarsi dell'1-1. Atteggiamento completamente diverso da quello di altre squadre, prima fra tutte la Roma di Gasperini. I giallorossi, sotto 0-1 in casa con l'Atalanta, al gol di Hermoso, prendono il pallone e lo riportano a centrocampo, segnando poi nel recupero con Soulè.
Nella partita di ieri con il Sassuolo sono state poche le note positive. Da segnalare un ritrovato Zhegrova, autore di una doppietta, e uno scintillante Alajbegovic, autore di belle giocate. Il bosniaco è stato l'unico a puntare l'uomo, a dribblare e a provare anche qualche tiro. Gli altri giocatori invece sono scesi in campo quasi svogliati, come se non sentissero il peso di vestire la maglia bianconera. Un tempo vestire i colori bianconeri era motivo di orgoglio, di avercela fatta. La Juventus oggi però pare non aver voglia di tornare dove merita.
Le fasi del tracollo
Il tracollo bianconero non è arrivato tutto insieme, ma è stato un lento processo che ha distrutto la Juventus dall'interno. Un calo dovuto a tante scelte sbagliate, alla mancanza di un vero progetto, a una dirigenza cambiata e senza figure di riferimento all'interno che incarnino i valori bianconeri e a dei giocatori che non sanno cosa significhi vestire la maglia della Juventus.
Carnevali oggi ha dichiarato ai microfoni di Radio Anch'Io Sport queste parole: "Non possiamo pensare che la Juventus sia diventata una società di livello più basso di quello che è: siamo in un ciclo". La realtà purtroppo è un'altra. Dopo l'addio di Allegri, nel primo ciclo dei 5 scudetti di fila, la Juventus non si è più ripresa.
Fase 1: L'arrivo di Cristiano Ronaldo
Sembra strano dirlo, soprattutto se si parla di uno dei giocatori più forti del mondo, ma Cristiano Ronaldo alla Juventus è l'artefice dell'inizio del declino. In quei giorni dell'estate 2018 a Torino c'è aria di cambiamento. Si respira felicità, attesa, anche ansia se si vuole. Il 10 luglio del 2018 è il giorno dello sbarco di Cristiano Ronaldo alla Juventus. Pagato 100 milioni, con un contratto triennale da 30 milioni a stagione, il numero 7 portoghese è stato acquistato per vincere la Champions League. La Juventus però in quegli anni ha fatto fatica in Europa, venendo eliminata sempre anzitempo, senza mai nemmeno provare ad arrivare alle fasi che contano davvero.
Ronaldo alla fine lascia la Juventus nel 2021, ma ciò che conta è che ha lasciato una marea di problemi nell'ambiente bianconero, complice anche il covid, che ha reso quei sosti quasi insostenibili, indebolendo le finanze bianconere.
I vari cambi di allenatori: Da Sarri a Spalletti
In questi anni bui la Juventus non ha mai avuto un progetto continuo. Tanti sono stati i cambi di allenatori, che non hanno mai dato modo alla squadra di abituarsi a un sistema di gioco. Nel 2019, dopo l'addio di Allegri, la Juventus decide di puntare su Maurizio Sarri, che a Napoli aveva fatto divertire tutti con il suo gioco. Peccato che in bianconero, nonostante avesse vinto lo scudetto, il feeling con lo spogliatoio non scattò mai, costringendo l'allora società composta da Agnelli, Nedved e Paratici a cambiare nuovamente. Il tempo stringeva e allenatori importanti sulla piazza non c'erano. Si decise di promuovere direttamente Andrea Pirlo, che doveva essere il tecnico della Next Gen, in prima squadra. La Juventus in quella stagione ottiene risultati altalenanti. Dopo nove anni si scuce lo scudetto dal petto ma riesce a vincere comunque la Coppa Italia a Reggio Emilia, battendo l'Atalanta 2-1 il 19 maggio 2021, con gol di Kulusevski e Chiesa per la Juventus e Malinovskyi per la Dea. Sempre in quello stadio, nel mese di gennaio dello stesso anno, batte 2-0 il Napoli con i gol di Ronaldo e Morata, vincendo la Supercoppa italiana, suo primo trofeo da allenatore.
Nonostante i due trofei, aver perso lo scudetto e aver ottenuto la qualificazione in Champions League solo all'ultima giornata ha fatto si che la società esonerasse Pirlo e richiamasse Allegri. Il ritorno del tecnico livornese è stato meno fortunato del suo primo ciclo. Nella sua seconda esperienza sulla panchina dello Stadium il tecnico vince solo una Coppa Italia, il 15 maggio 2024 contro l'Atalanta, grazie al gol dopo 4 minuti di Dusan Vlahovic. Quella sarà anche l'ultima partita da tecnico bianconero di Allegri, complice una sfuriata con l'arbitro e la richiesta di spiegazioni all'allora designatore arbitrale Rocchi. Nel post partita si segnala una sfuriata con l'allora Direttore Tecnico Cristiano Giuntoli, che sarebbe stato anche allontanato durante la premiazione. L'esonero viene ufficializzato dopo due giorni, con Montero a completare le restanti partite della stagione.
Il 12 giugno 2024, dopo alcuni anni positivi al Bologna, la Juventus annuncia Thiago Motta come nuovo allenatore. L'avventura in bianconero dura pochissimo, complice il fatto che, dopo una serie di risultati positivi, la Juventus ha un netto crollo tra gennaio e febbraio. I bianconeri vengono eliminati in semifinale di Supercoppa italiana contro il Milan. In Champions League esce ai playoff contro il PSV. L'eliminazione in Coppa Italia contro l'Empoli ai rigori e le ulteriori sconfitte in Serie A contro l'Atalanta per 0-4 e la Fiorentina per 3-0 fanno precipitare la situazione. L'esonero è arrivato il 23 marzo 2025, come comunicato dalla Juventus sul sito ufficiale. Al suo posto subentra Igor Tudor. Il tecnico bianconero riesce a qualificarsi alla Champions League. Dopo un mondiale per club convincente e un buon inizio di campionato, con la vittoria del derby per 4-3 con gol di Adzic allo scadere, una crisi di risultati e le otto partite consecutive senza vittoria ha portato la società ad esonerarlo. La separazione è arrivata dopo una sconfitta con la Lazio all'Olimpico per 1-0. La data dell'esonero è quella del 27 ottobre 2025.
L'ultimo allenatore di questo via-vai è Luciano Spalletti, attualmente tecnico bianconero. Rinnovato prematuramente visti i risultati, le prestazioni iniziano a calare, fallendo miseramente la qualificazione in Champions League. Viene riconfermato ma ad oggi i risultati stentano ancora ad arrivare, nonostante una campagna acquisti importante. La sconfitta di ieri sta facendo precipitare la situazione, con i tifosi che invocano il ritorno di Antonio Conte. Carnevali però è stato chiaro: "Un ritorno di Conte con Spalletti a rischio? Non ci penso assolutamente. Il mio spirito non è quello di cambiare spesso allenatore: qua dobbiamo programmare. Se si cambia non si costruisce niente".
Le vicende extra-campo: l'inchiesta Prisma e la rivoluzione societaria
Oltre alle vicende che riguardavano il terreno di gioco, con la Juventus che stentava in campionato e si doveva accontentare delle vittorie, sporadiche, in Coppa Italia e Supercoppa italiana, un fulmine a ciel sereno si abbatte sulla società bianconera. Il 26 novembre 2021 viene notificata l'apertura della cosiddetta "Inchiesta Prisma". La Juventus viene indagata per delle plusvalenze fittizie. Il mondo del calcio italiano è sotto shock. Il quadro dirigenziale, composto da Agnelli, Nedved e Paratici è costretto a dimettersi. É qui che il mondo Juventus precipita.
L'animo bianconero non è più rappresentato in società, con una governance che non ha la Juventus nel cuore ma che pensa solo a risanare i conti e a far quadrare il bilancio societario. A livello sportivo questo peserà tantissimo, con ben 10 punti di penalizzazione e una Juventus che resterà fuori dalla Champions League. Questo comporterà anche perdite economiche ingenti.
Le campagne acquisti fallimentari di Giuntoli e del duo Comolli-Modesto
La Juventus paga anche delle campagne acquisti fallimentari, che hanno portato giocatori che non hanno reso quanto spiegato. Sul baratro sono finiti Cristiano Giuntoli, autore di due campagne acquisti disastrose, e il duo Comolli-Modesto. Il primo si è reso artefice di alcuni acquisti che avevano galvanizzato il tifo bianconero. Si ricordano infatti Koopmeiners, Douglas Luiz, Di Gregorio, Nico Gonzalez, Conceicao, Kalulu. Tra questi solo gli ultimi due hanno reso. Per il resto gli altri 4 hanno deluso le aspettative, nonostante i quasi 200 milioni spesi. Per quanto riguarda Modesto e Comolli gli acquisti sono stati il duo Openda-David, che ha fallito in lungo e largo, Zhegrova, che sembra essersi ripreso dopo una stagione deludente e Joao Mario, finito in prestito alla Fiorentina.
Ora tocca a Carnevali sistemare quanto più possibile la situazione. Dopo aver piazzato alcuni esuberi, seppur in prestito, deve cercare di risistemare la Juventus e farla tornare a vincere. La Juventus non è questa. In attesa di anni migliori si può usare una citazione di Tiziano Ferro: "E ricordiamoglielo al mondo chi eravamo e che potremmo ritornare".





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