Ventimilioni di euro più due di bonus. È la cifra su cui Juventus e Bologna hanno trovato l'intesa per il trasferimento di Jhon Lucumì, arrivato a Torino nelle scorse ore per completare visite mediche e firma. Per il centrale colombiano è pronto un contratto fino al 2031, da circa 2,5 milioni a stagione più premi: un rinforzo richiesto espressamente da Spalletti, che nella difesa vedeva uno dei reparti da puntellare prima dell'avvio di campionato.
Non è stata una trattativa semplice, va detto. Il colombiano ha atteso a lungo i bianconeri nonostante l'interesse arrivato anche da altri club, e proprio questa volontà, secondo quanto scrive TuttoJuve.com, ha pesato non poco nella conclusione di un affare trascinatosi per buona parte dell'estate. Ora, archiviata la parte burocratica, resta solo l'attesa per l'annuncio ufficiale.
Vicario candidato numero uno per la porta
Mentre il fronte difesa si chiude, la Juventus lavora per sistemare anche la porta. Secondo quanto riportato in prima pagina dalla Gazzetta dello Sport, Guglielmo Vicario è diventato il candidato principale per raccogliere l'eredità di Michele Di Gregorio. La strada individuata dal club porta a un prestito con opzione di acquisto, e il portiere del Tottenham avrebbe già fatto sapere di essere disponibile a rientrare in Serie A. Le parti, a questo punto, lavorano per definire gli ultimi dettagli dell'accordo.
Una svolta che pesa parecchio per Spalletti, chiamato a stabilire in fretta le gerarchie in un ruolo delicato come quello del portiere. E il tempo, va detto, comincia a stringere davvero.
La pista Suzuki si raffredda
Dietro l'accelerazione su Vicario c'è anche il progressivo allontanamento di Zion Suzuki. Il giapponese era stato per settimane la soluzione preferita dalla dirigenza, con un'operazione che avrebbe coinvolto pure il Paris Saint-Germain, ma le difficoltà emerse sulla formula hanno convinto la Juventus a cambiare rotta.
Vicario, in questo senso, rappresenta un identikit diverso rispetto a Suzuki: conosce già la Serie A per le esperienze con Empoli e Cagliari, e questo potrebbe significare tempi di adattamento più brevi. Per la Juventus, con la nuova stagione ormai alle porte, chiudere in fretta resta la priorità assoluta: prolungare l'incertezza tra i pali rischierebbe di complicare il lavoro fatto da Spalletti durante tutta la preparazione estiva.



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