Pierre-Emile Højbjerg ha detto no al Newcastle, bloccando un trasferimento che sembrava ormai in dirittura d'arrivo. Una scelta che lascia il Marsiglia con un problema non da poco: il club francese perde infatti sia l'incasso da circa 15 milioni di euro messo sul tavolo dagli inglesi, sia la possibilità di liberarsi di uno degli ingaggi più pesanti della rosa, oltre 400 mila euro al mese.
Un rifiuto che complica i piani di risanamento
Dal punto di vista puramente tecnico, va detto, Højbjerg resta uno dei calciatori più affidabili dello spogliatoio marsigliese. Il problema, semmai, è economico: la società aveva inserito la sua cessione all'interno di un piano più ampio di riequilibrio finanziario, un percorso che negli ultimi mesi ha già portato alle partenze di Mason Greenwood, Hamed Junior Traoré, Pierre-Emerick Aubameyang e Geronimo Rulli. Anche Geoffrey Kondogbia resta tra i nomi indicati come possibili partenti.
Il danese, dal canto suo, ha preferito non tornare in Premier League, una decisione legittima sul piano contrattuale ma che la dirigenza francese non ha affatto gradito, considerato il momento.
Un cartellino che rischia di perdere valore
Il Marsiglia, ora, deve fare i conti con un interrogativo scomodo: quanto ha senso continuare a destinare una fetta così ampia del monte ingaggi a un centrocampista di 31 anni? Il rendimento in campo resta alto, questo è fuori discussione. Ma il valore di mercato, con l'avanzare dell'età, difficilmente crescerà nelle prossime stagioni. Rifiutare oggi un'offerta da 15 milioni potrebbe tradursi, tra qualche mese, nell'accettarne una più bassa. Senza contare che tenersi in casa quell'ingaggio limita i margini di manovra su altri reparti della rosa.
La Juventus resta alla finestra
C'è un dettaglio che riguarda direttamente Torino. Nei mesi scorsi, infatti, su Højbjerg si era mossa anche la Juventus, che potrebbe tornare a pensarci per rinforzare il centrocampo di Spalletti, qualora il Marsiglia decidesse comunque di riaprire il capitolo cessione nelle prossime settimane.
Per ora, però, il giocatore resta a Marsiglia. E la palla passa di nuovo alla società francese, chiamata a decidere se insistere per un'uscita entro fine mercato o rassegnarsi a convivere con un ingaggio che pesa sui bilanci.


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