Un prestito, ma con il diritto di riscatto in tasca. È questa la formula su cui Juventus e Tottenham stanno ragionando per Guglielmo Vicario, tornato nelle ultime ore il nome favorito per la porta bianconera. Rispetto alla soluzione immaginata per Zion Suzuki - un semplice prestito annuale, al termine del quale il portiere sarebbe rientrato a Parigi senza lasciare alla Juve alcun controllo sul proprio futuro - l'operazione con gli Spurs offrirebbe alla Continassa la possibilità di valutare il rendimento del 29enne durante l'anno e decidere solo in un secondo momento se trasformare tutto in un acquisto definitivo. Una differenza tutt'altro che marginale, in ottica di programmazione.
Non è un caso che il nome di Vicario sia tornato prepotentemente in auge. Il portiere azzurro porta con sé caratteristiche che alla Juventus piacciono parecchio: conosce già la Serie A, ha accumulato esperienza internazionale in Premier League e nel 2025 ha alzato l'Europa League proprio con la maglia del Tottenham. A facilitare l'affare, poi, c'è anche la situazione che sta vivendo a Londra.
Perché il Tottenham può aprire
Vicario, secondo quanto emerso, avrebbe già fatto capire in primavera di voler tornare in Italia. Nel frattempo, però, gli Spurs hanno cambiato le proprie gerarchie tra i pali, e il nazionale italiano non gode più della centralità avuta nelle stagioni precedenti. Uno scenario che, di riflesso, potrebbe spingere il club inglese a essere più malleabile su un'eventuale cessione.
C'è poi un tassello relazionale che, secondo Gazzetta, potrebbe pesare parecchio nei prossimi contatti: quello tra Giovanni Carnevali e Roberto De Zerbi. I due si conoscono bene, avendo lavorato fianco a fianco durante l'esperienza al Sassuolo, e quella confidenza reciproca potrebbe agevolare il dialogo tra Juventus e Tottenham proprio nella fase più delicata della trattativa. Gli intermediari, intanto, lavorano per costruire un'operazione che accontenti entrambe le società.
Le esigenze di entrambi i club
Da una parte la Juventus, che vuole evitare un investimento immediato troppo oneroso per il ruolo di portiere. Dall'altra il Tottenham, che deve comunque trovare una sistemazione per un calciatore che, restando a Londra, rischierebbe di ritrovarsi con sempre meno spazio. Due esigenze opposte che, sulla carta, potrebbero incontrarsi proprio nella formula del prestito con diritto di riscatto. Resta da capire quanto rapidamente le due parti riusciranno a mettere nero su bianco i dettagli economici dell'operazione.



Commenti
0