Il “caso Kalulu” scuote i palazzi: la Juventus sfida la FIGC sul terreno della grazia presidenziale

I bianconeri invocano il precedente Lukaku per annullare la squalifica del francese: pressing sulla FIGC per riaverlo contro il Como.

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Il braccio di ferro tra la Juventus e le istituzioni calcistiche ha raggiunto l’apice della tensione diplomatica dopo il discusso cartellino rosso rimediato da Pierre Kalulu nel Derby d’Italia. Nonostante il verdetto del campo sia stato di fatto sconfessato dall’AIA (Associazione Italiana Arbitri), che ha ammesso l’errore del direttore di gara nel sanzionare il difensore francese per un contatto giudicato “lievissimo”, la giustizia sportiva ha respinto il ricorso bianconero. Una chiusura frontale che ha spinto il sodalizio torinese a giocare l’ultima, disperata carta politica: l’istanza di grazia diretta a Gabriele Gravina. L’obiettivo della Continassa è ottenere un provvedimento d’urgenza che annulli la squalifica, restituendo il calciatore a Thiago Motta già per l’imminente sfida contro il Como.

La dottrina dell’eccezionalità: il fantasma di Lukaku

La strategia della Juventus non è un salto nel buio, ma poggia su un precedente illustre risalente all’aprile 2023. In quell’occasione, fu l’allora interista Romelu Lukaku a beneficiare del potere motu proprio di Gravina. L’attaccante belga, espulso in Coppa Italia proprio contro i bianconeri, ricevette la grazia «in via eccezionale e straordinaria» dopo che era emerso come la sua reazione fosse stata innescata da gravi cori razzisti. Oggi, la dirigenza juventina invoca la medesima sensibilità istituzionale, sostenendo che il mantenimento di una sanzione a fronte di un errore tecnico acclarato rappresenti un vulnus alla credibilità dell’intero sistema calcio. «Sussistono gravi ragioni per riparare a un torto manifesto», è il senso del messaggio che filtra dagli uffici di Torino, puntando a equiparare l’ingiustizia tecnica a quella morale.

L’impasse di Thiago Motta e il nodo dell’Articolo 43

L’attesa per il responso federale tiene col fiato sospeso lo staff tecnico bianconero, costretto a gestire un’impasse difensiva non prevista. Kalulu è diventato un elemento di equilibrio tattico fondamentale e la sua assenza obbligherebbe Motta a un rimpasto forzato della retroguardia. La mossa di Comolli e Ottolini, tuttavia, travalica il campo: puntare all’Articolo 43 del Codice di Giustizia Sportiva, norma solitamente riservata alle squalifiche a tempo, significa cercare una interpretazione estensiva del regolamento. Se Gravina dovesse cedere, si creerebbe un precedente di portata storica, trasformando questo singolo episodio in un summit decisivo per i futuri rapporti di forza tra i grandi club e la Federcalcio.

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