La Juventus ritrova la vittoria in campionato e lo fa con una partita molto più intelligente che spettacolare. Conceição nel primo tempo e Bremer nella ripresa firmano il 2-0 contro l’Atalanta, risultato che permette alla squadra di Luciano Spalletti di archiviare definitivamente la folle sconfitta contro il Sassuolo e di arrivare alla sosta con sensazioni completamente differenti.
Dopo il 5-0 europeo contro il NEC, i bianconeri confermano soprattutto una caratteristica che potrebbe diventare fondamentale nel corso della stagione: la capacità di cambiare pelle a seconda dell’avversario. Contro l’Atalanta la Juventus non cerca necessariamente di comandare attraverso il possesso, accetta di lasciare il pallone alla squadra di Sarri e costruisce la propria partita sulla compattezza e sulle accelerazioni negli spazi.
Una strategia che funziona quasi dall’inizio alla fine.
Spalletti lascia il pallone all’Atalanta e prepara la trappola
La Juventus parte con una struttura vicina al 3-4-2-1, con Nico Gonzalez utilizzato a tutta fascia e Conceição e Alajbegovic alle spalle di Kolo Muani. Ma più della disposizione iniziale conta l’atteggiamento scelto da Spalletti.
I bianconeri non hanno alcun interesse a inseguire un possesso sterile. Il blocco resta compatto, le distanze sono corte e l’obiettivo è attirare l’Atalanta per poi attaccare il campo alle sue spalle.
La squadra di Sarri tiene il pallone a lungo, ma fatica tremendamente a trasformare il possesso in occasioni. Nel primo tempo l’Atalanta non riesce a effettuare nemmeno un tiro nello specchio della porta, mentre la Juventus appare molto più pericolosa ogni volta che riesce ad accelerare.
Alajbegovic lavora in pressione su Kessié, McKennie limita Ederson e davanti Kolo Muani continua a muoversi per aprire corridoi ai compagni.
Conceição sblocca la partita
Il vantaggio arriva al 28’.
L’azione si sviluppa sulla sinistra, dove Celik trova spazio e mette un pallone rasoterra all’interno dell’area. La difesa bergamasca reagisce lentamente e sul secondo palo Conceição arriva completamente libero, anticipando Rowe e battendo Carnesecchi.
È il primo gol stagionale del portoghese e soprattutto il premio per una Juventus che fino a quel momento aveva interpretato meglio la partita.
Subito dopo il vantaggio Spalletti cambia ancora. Nico Gonzalez viene alzato e la squadra assume con maggiore chiarezza una disposizione da 4-2-3-1, dimostrando una flessibilità tattica che diventa una delle chiavi della serata.
L’Atalanta continua ad avere maggiormente il pallone, ma senza riuscire a trovare velocità né profondità. L’unico episodio discusso arriva per un contatto in area tra Kalulu e Rowe, sul quale Zufferli lascia proseguire.
L’Atalanta si sveglia, Vicario risponde
Sarri prova a scuotere i suoi negli spogliatoi e l’inizio della ripresa presenta effettivamente un’Atalanta più aggressiva.
Al 49’ Rowe costruisce praticamente da solo il primo vero tiro in porta dei bergamaschi, partendo dalla trequarti e arrivando alla conclusione dopo una progressione centrale. Vicario risponde presente e impedisce anche il possibile tap-in di De Ketelaere.
Spalletti aveva nel frattempo inserito Sarr per Alajbegovic. Il senegalese regala alla Juventus maggiore copertura ma anche capacità di verticalizzare rapidamente, permettendo ai bianconeri di aumentare il baricentro senza perdere equilibrio.
La Juventus sfiora il secondo gol con McKennie, fermato da una grande parata di Carnesecchi, ma al 62’ arriva l’episodio che può cambiare completamente la partita.
Kolo Muani salva un gol sulla linea
Su calcio d’angolo Kristensen trova il colpo di testa e sembra aver battuto Vicario. Il pallone è indirizzato verso la porta, ma sulla linea compare Kolo Muani.
Il francese respinge di testa e salva l’1-0.
Non segnerà, ma quella giocata vale quasi quanto una rete. Kolo Muani interpreta una partita completa: attacca la profondità, lega il gioco, costringe la difesa avversaria a continui ripiegamenti e quando serve diventa perfino difensore aggiunto.
Sarri prova allora a cambiare uomini e sistema. Entrano Raspadori, Scamacca e Gaetano, con l’Atalanta che passa progressivamente a una struttura più offensiva.
La risposta, però, non arriva.
Bremer chiude i conti
Al 77’ la Juventus mette definitivamente le mani sulla partita.
Zhegrova, entrato pochi minuti prima, calcia un corner preciso e Bremer anticipa Scalvini nel cuore dell’area, trovando con il colpo di testa il 2-0.
Per il difensore brasiliano è il secondo gol in campionato e per l’Atalanta è il colpo che spegne qualsiasi speranza di rimonta.
Nel finale è anzi la Juventus ad andare più vicina al terzo gol. Carnesecchi deve intervenire ancora su Kolo Muani e successivamente su Koopmeiners, evitando un passivo ancora più pesante.
Juventus a 10 punti, Atalanta sempre più in difficoltà
Il triplice fischio consegna alla Juventus una vittoria pesante soprattutto per il momento nel quale arriva. I bianconeri salgono a 10 punti e possono affrontare la pausa con maggiore serenità dopo una settimana iniziata con le polemiche successive alla sconfitta contro il Sassuolo e proseguita con due successi consecutivi tra Europa League e campionato.
Per l’Atalanta, invece, la situazione diventa molto più delicata. Quella dell’Allianz Stadium è la terza sconfitta consecutiva in Serie A e la squadra di Sarri continua a mostrare difficoltà soprattutto nella produzione offensiva. Tanto possesso, poche accelerazioni, ancora meno occasioni: il lavoro per trasformare la Dea secondo le idee del nuovo allenatore appare tutt’altro che concluso.
La Juventus, al contrario, manda un segnale proprio attraverso ciò che probabilmente piace di più a Spalletti: non una squadra prigioniera di un solo sistema, ma una formazione capace di leggere la partita, cambiare struttura e vincere anche in maniera differente.
Contro l’Atalanta non è servita la goleada europea. Sono bastati due colpi, uno per tempo, e novanta minuti gestiti con maturità.




2–0


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