La Juventus si appresta ad affrontare una delle sessioni di mercato più delicate della sua storia recente, con la consapevolezza di non poter più gestire un altro anno di transizione passiva. Dopo un’annata tormentata che ha lasciato in dote soltanto la qualificazione all’Europa League, la società bianconera si trova obbligata a intervenire in modo massiccio per innalzare il tasso tecnico della squadra. Non si tratterà di puntellare l’organico con innesti di secondo piano: l’area sportiva, in piena sintonia con il tecnico Luciano Spalletti, ha stabilito la necessità di una vera e propria ricostruzione strutturale. Secondo quanto analizzato nell’ultimo focus di TuttoJuve.com, l’obiettivo è inserire elementi di spiccata personalità e carisma internazionale per coprire i vuoti tecnici emersi negli ultimi mesi di campionato.
Il primo, delicatissimo nodo da sciogliere riguarda la gestione della porta. I dirigenti devono decidere se dare continuità all’attuale gerarchia o se affondare il colpo su un nuovo estremo difensore di livello mondiale, capace di governare la linea difensiva con carisma e sicurezza. In un’annata che si preannuncia logorante e ricca di impegni ravvicinati, disporre di un portiere affidabile viene considerato il prerequisito fondamentale per evitare i cali di tensione del passato. Poco più avanti, il destino della retroguardia resta legato alla permanenza di Gleison Bremer. Se il centrale brasiliano dovesse respingere le lusinghe della Premier League, la dirigenza gli affiancherà un partner di piede mancino e di pari spessore; in caso di addio doloroso, l’acquisto di un sostituto all’altezza diventerebbe invece l’urgenza primaria dell’intera campagna trasferimenti.
La metamorfosi più profonda dovrà però consumarsi sulla linea mediana, un reparto apparso troppo spesso privo di idee e prevedibile nello sviluppo della manovra. A Spalletti manca un vero e proprio regista geometrico, un calciatore tecnico in grado di dettare i tempi di gioco, verticalizzare con precisione e ripulire i palloni nei momenti di massima pressione avversaria. La parola d’ordine alla Continassa è qualità abbinata all’intelligenza tattica, caratteristiche ritenute essenziali per cambiare la fisionomia del centrocampo bianconero. Una rivoluzione simile toccherà anche le corsie esterne, dove la posizione di Andrea Cambiaso viene monitorata con attenzione: l’eventuale partenza del laterale costringerebbe la società a tornare sul mercato alla ricerca di un esterno flessibile e moderno per non aprire una pericolosa falla sulle fasce.
Le sorti della prossima stagione passeranno inevitabilmente dalla riorganizzazione dell’attacco, un reparto che rischia di cambiare totalmente volto. Le strategie future gravitano attorno ai destini di Dusan Vlahovic e del nuovo innesto Jonathan David: qualora uno dei due centravanti dovesse fare le valigie per esigenze di bilancio, la Juventus si fionderà su una punta di peso, capace di fare reparto da sola e garantire una doppia cifra comoda. Lo scenario diventerebbe ancora più drastico in caso di un doppio addio, un’ipotesi che costringerebbe gli uomini di mercato a bloccare ben due attaccanti veri, pronti a incidere sin dal ritiro estivo senza la necessità di lunghi periodi di adattamento.
